martedì 16 ottobre 2012

OPPORTUNITA' di LAVORO

 
  OPPORTUNITA' di LAVORO 
Si sono aperte le finestre temporali (entro il 5 novembre 2012)
per proporre la propria candidatura alle BOTTEGHE di MESTIERE 
con possibilità di tirocinio a 500 Euro al mese nei seguenti settori:
-metalli
- produzioni alimentari (comprese panificazione e pasticceria).
Attualmente le “botteghe” attivate in Friuli sono in provincia di UDINE e PORDENONE
 con il supporto di www.italialavoro.it.
copia questo link: 
http://www.italialavoro.it/wps/wcm/connect/botteghe/del%20mestiere/home/
le%20botteghe/le%20botteghe%20sul%20territorio
C'è la possibilità per giovani senza lavoro di accedere a dei tirocini 
formativi presso aziende della provincia di Udine e Pordenone nel settore 
"metalli" e "produzioni alimentari".
I tirocini (max 6 mesi) godono di una retribuzione di Euro 500 mensili. 

NUOVI ORARI APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI

Tutti gli uffici (escluso quello della polizia locale): dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 12.30; il lunedì e il mercoledì anche il pomeriggio dalle 17.00 alle 18.00. L'ufficio anagrafe anche il sabato dalle 10.00 alle 12.00.
 
Ufficio polizia locale: dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 12.00
 
Biblioteca: lunedì, mercoledì, giovedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00; martedì e venerdì dalle ore 09.30 alle ore12.30.

OBBLIGO CIRCOLAZIONE CON PNEUMATICI INVERNALI - ORDINANZA PROVINCIA DI UDINE

Istituzione obbligo di circolazione con speciali pneumatici invernali per la marcia su neve e ghiaccio o in alternativa disponendo a bordo del veicolo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati lungo le SS.PP. n. 13 “di Torreano”, n. 34 “di Montenars”, n. 38 “del Cornappo”, n. 11 “della Val Alberone”, n. 31 “di Castelmonte”, n. 45 “della Val Cosizza”, n. 47 “della Val Erbezzo”, n. 109 “di Rosazzo”, n. 36 “di Bordano”, n. 41 “di Forgaria”, n. 22 “Napoleonica”, n. 127 “del Sottobosco”, n. 84 “del Ponte di Cornino”, n. 63 “ del Rivillino” e n. 5 “Sandanielese”. 

“Cjadreis”, docu-film sul Distretto della sedia che cambia e resiste



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

“Cjadreis”, docu-film
sul Distretto della sedia che cambia e resiste

Anteprima friulana il 26 all’azienda Billiani di Manzano. L’autrice Alessandra Beltrame: «Uno specchio dell’Italia»

Manzano, 14 ottobre 2012

Alessandra Beltrame, giornalista, blogger e videomaker, collaboratrice del Messaggero Veneto, ha realizzato un documentario dedicato al Distretto della sedia, dal titolo Cjadreis. Il filmato, dopo aver partecipato a un festival di cinema a Milano, sarà proiettato in anteprima in Friuli il 26 ottobre a Manzano, negli spazi industriali dell’azienda Billiani, una delle protagoniste del doc, con la partecipazione dell’autore della colonna sonora, il pianista e compositore jazz Gaetano Liguori, per la prima volta in concerto in Friuli. Abbiamo chiesto ad Alessandra Beltrame di raccontarci la genesi e la realizzazione del suo lavoro.
«“A Manzano sono tutti seggiolai”, diceva mio nonno che da lì se n’era andato per venire in città. Un ragazzo antifascista nel Ventennio. Poi suo figlio, mio padre, con i seggiolai aveva cominciato a lavorare. Anzi, con il legno, per essere precisi. “Sono tutti seggiolai”. Più mi allontanavo dal Friuli e più questa frase mi risuonava in testa. Era una constatazione: nei tempi d’oro, nei tre comuni del Distretto, c’erano 11 mila persone che facevano cjadreis, sedie, in un territorio con 16 mila abitanti. Tolti i bambini e gli anziani, praticamente tutti. Il Triangolo della Sedia è arrivato a produrre il 60 per cento delle sedie nazionali e il 30 di quelle mondiali».
Eppure oggi dei fasti di un tempo è rimasto un pallido ricordo. La sedia gigante, malamente messa a mo’ di svincolo, testimonia più la disfatta che il trionfo. In quattro anni si sono persi tremila posti. All’Ipsia di San Giovanni al Natisone le iscrizioni sono vicine allo zero. I giovani non vogliono più fare il mestiere dei loro padri. Eppure c’è chi resiste, e lo fa bene. Eppure c’è chi continua una tradizione secolare che è parte integrante della cultura e dell’identità della comunità. Per fortuna. Ma per quanto ancora? «Di questo – dice l’autrice – ho voluto parlare. Il Triangolo della sedia mi sembra il perfetto microcosmo per raccontare l'Italia industriale che cambia.
Ho chiamato questo progetto Cjadreis (on line anche su http://www.alessandrabeltrame.it/?cat=9).
Perché, se le sedie si fanno in tutto il mondo, dalla Romania alla Cina, le cjadreis, belle, solide, soprattutto di legno, si continuano a fare ancora e solo qui».
E dunque il documentario: «Da un po’ di tempo mi occupo del cinéma du réel, il cinema della realtà. Un definizione che mi piace: mi affascina applicare le tecniche cinematografiche al racconto di una storia vera. Passare dal giornalismo scritto all’uso delle immagini è stato naturale. Ho avuto il piacere di vedere selezionato Cjadreis in un concorso per documentari, The Village Doc Festival, che si è svolto in giugno a Milano. E ho la presunzione di pensare che, grazie al mio docu-film, si parli di cjadreis con un occhio diverso, che aspira a unire bellezza e verità. Una verità che può anche essere cruda ma, credo, necessaria. In occasione del festival sono stata fra i relatori di un convegno sulla produzione audiovisiva indipendente, confrontandomi con altri filmmakers e con i presidenti delle Film Commission di Lombardia e Liguria».
Come ha realizzato il film? «Ho scelto quattro imprenditori, ciascuno con una storia originale da raccontare, su cui prima ho realizzato dei corti ad hoc dal titolo emblematico: La quarta generazione (Luigi Billiani), Il fondatore (Antonino Potocco), Profumo di sedia (Gianni Urbancig), Il volo (Luigino Cozzi). Ma ho raccontato anche chi il lavoro non lo ha più, i “fantasmi” del Distretto. Ho chiuso il cerchio con la storica del design Anna Lombardi. Ho pensato che le musiche jazz di Gaetano Liguori fossero perfette come colonna sonora e ho aggiunto un tocco di Friuli con Aldo Giavitto e Lino Straulino, grazie al produttore Valter Colle. E ringrazio tutti quelli che hanno accettato di raccontarsi davanti all’occhio della videocamera e al microfono. Senza di loro, Cjadreis non esisterebbe». (r.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Stazione, restyling ultimato: installati cestini e panchine



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Stazione, restyling ultimato: installati cestini e panchine


Manzano, 13 ottobre 2012
Scritte sui muri, poster scollati, sedie e cestini “opzionali”. Così si presentava la stazione prima che la Rete Ferroviaria Italiana Spa eseguisse i lavori per conferire nuovamente “decoro” allo scalo. «Meno di un mese fa – riporta il vicesindaco con delega al Patrimonio Rosario Genova – abbiamo inviato una lettera alla Rfi Spa per segnalare le condizioni in cui versava l’edificio della stazione: pareti deturpate da graffiti e da residui di affissioni, privi di qualsiasi piano ove potersi sedere e dei cestini».
La missiva è partita anche a seguito delle lamentele dei viaggiatori, per lo più pendolari, studenti e universitari: «È necessario mantenere un decoro dei luoghi soprattutto per gli anziani e le persone con problemi motori, in difficoltà nel sostare in piedi in attesa dell’arrivo dei treni.
La Rete Ferroviaria Italiana della Direzione di Trieste ha effettuato i lavori in soli due giorni.
Ringrazio vivamente la società per la sensibilità con cui ha accolto la mia missiva, dando in tempi brevi un cambiamento al volto della stazione». Sono state installate due panchine, una per senso di marcia, e sono finalmente comparsi i cestini.
Inoltre è stato effettuato il taglio dell’erba all’interno di una piccola zona verde.
Il Comune ha chiesto alla Rfi, «di conoscere se il sistema di video-sorveglianza è in funzione al fine di permettere il controllo dei binari e di evitare atti vandalici.
Credo che questo spazio – conclude l’assessore Genova – possa essere per i viaggiatori un valido biglietto da visita del nostro paese, e mi auguro che venga rispettato come è giusto che sia per tutti i luoghi pubblici».
Rosalba Tello©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corso di autodifesa per donne Serata informativa venerdì 26



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Corso di autodifesa per donne Serata informativa venerdì 26


Manzano, 12 ottobre 2012
Il Comune di Manzano, in collaborazione con l’Irss – Istituto di ricerca e sviluppo per la sicurezza – e con il contributo della Regione - Servizio di polizia locale e sicurezza, organizza un corso di autodifesa femminile.
Il percorso comincerà venerdì 26 ottobre con una serata informativa, aperta a tutta la cittadinanza, dal titolo “Stalking: cos’è e come difendersi”, che si terrà alle 20.30 nell’aula magna della scuola media in via Zorutti 21.
Il corso è gratuito e si svolgerà i lunedì del 5, 12, 19, 26 novembre e il 3 dicembre. Le adesioni si raccolgono fino a lunedì 22 ottobre consegnando il modulo di iscrizione, scaricabile dal sito del Comune, all'ufficio di polizia locale da lunedì a sabato, dalle 11 alle 12, oppure inviandolo a irss@irss.it.
«Questo percorso specifico per le donne – spiega il vicesindaco con delega alla polizia locale, Rosario Genova – comprende moduli formativi che tengono conto dell’esigenza di unire alla preparazione tecnica sull’autodifesa anche importanti nozioni relative alla prevenzione, un corretto approccio psicologico e la conoscenza della normativa che tutela l'incolumità personale». (r.t.)
Rosalba Tello©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Acquedotto e maxibollette Case di Manzano protesta



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Acquedotto e maxibollette Case di Manzano protesta

Oltre al consumo idrico conteggiato anche il servizio fognature e depurazione «L’impianto non funziona». L’assessore Venturini incontra il direttore del Poiana

Manzano, 11 ottobre 2012
Basta un breve temporale e a Case di Manzano le strade si allagano in pochi minuti. In via Pola, in particolare, le caditoie non riescono a far defluire l’acqua piovana; così ai residenti per uscire di casa non resta che armarsi di stivaloni di gomma. Come se non bastasse, c’è chi in bolletta si trova cifre importanti alla voce servizio fognature e depurazione: quindi, oltre il danno la beffa.
«Pagherei volentieri se le fognature funzionassero», riferisce Tullio Beltrame, pensionato, secondo il quale i conti in fattura non tornano. «Il mio consumo effettivo di acqua, nell’ultima fattura che ha inviato l’Acquedotto Poiana, è pari a 64 euro, però il totale è di ben 173,23». Tolta la quota fissa di 13,33 euro, infatti, a pesare sulla somma a carico del manzanese è la tariffa relativa al servizio di fognature (30 euro) e di depurazione (58 euro). Quasi la metà dell’importo totale, quindi, ma il servizio, secondo Tullio, non c’è. E così la pensano molti altri nella zona.
L’Acquedotto Poiana Spa serve Manzano sin dal 1912 per l’acqua potabile, dal 2001 si occupa anche dell’intero ciclo, depurazione e fognature comprese. Oggi la società copre Cividalese e Distretto della sedia, arrivando fino alla periferia di Udine. Non nasconde che vi siano criticità nel settore fognature l’assessore all’ambiente, Valmore Venturini, che proprio in questi giorni s’è confrontato con il direttore del Poiana, Alessandro Patriarca, per affrontare alcuni punti, in primis la pulizia delle caditoie, non solo a Case, ma anche in strade del capoluogo tra cui le vie Pagnutti e Orsaria. «Abbiamo chiesto un intervento quanto prima per pulire il pozzetto, che tende a riempirsi di terra e sporcizia». Come riferito all’assessore dal direttore, nella frazione di Case la manutenzione delle caditoie a cura del Poiana è quasi completata: su 400 mancano solo 50, «il resto a breve, come mi ha garntito il Poiana», annuncia Venturini, aggiungendo che non si può pretendere che l’acquedotto riesca a provvedere alla manutenzione di così tanti comuni in contemporanea.
Pian piano anche a Manzano, quindi, saranno ultimati gli interventi necessari. D’altronde il paese è dotato di una fognatura di tipo misto e non è semplice gestirlo: c’è un unico tubo usato sia per le acque da depurare (fognature) sia per quelle meteoriche (pioggia); altri Comuni, invece, possono vantare impianti più moderni con tubi separati. E la tariffazione salata in bolletta lamentata dall’utente manzanese? «La stabilisce l’Ato ed è approvata dall’Autorità per energia elettrica e gas – precisa l’assessore –, non è determinata dal Comune».
Rosalba Tello©RIPRODUZIONE RISERVATA
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giovedì 11 ottobre 2012

PERCORSO MULTIDISCIPLINARE DI AUTODIFESA FEMMINILE



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Manzano, 10 ottobre 2012

Il Comune di Manzano in collaborazione con l' IRSS (Istituto di Ricerca e Sviluppo per la Sicurezza) e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio di Polizia Locale e Sicurezza, organizza un corso di autodifesa specifico per le donne. Detto percorso inizierà il giorno 26 ottobre a partire dalle 20:30 presso l'Aula Magna della Scuola media in Via P. Zorutti n. 21 a Manzano con il seguente argomento "STALKING: cos'è, come difendersi" e consisterà in una serie di incontri come da modulo allegato da scaricare e compilare in ogni sua parte.
Il corso è completamente GRATUITO e sarà possibile iscriversi fino al giorno 22 ottobre.
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«Privè perseguitato dai moralisti»



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
«Privè perseguitato dai moralisti»
  Il presidente del club di scambisti di Manzano contesta il sequestro del locale: nessuna attività abusiva. E spiega: il Valalta non è un locale pubblico, non ha scopo di lucro e le esibizioni che si tengono al suo interno non sono di ospiti professioniste


  Manzano, 10 ottobre 2012

  «E’ una persecuzione intentata da bigotti e moralisti» contro un club di privati, dove «giocano» persone adulte e consenzienti nel pieno rispetto delle regole.
Il presidente del club Valalta, il privè di scambisti inaugurato a Manzano all’inizio dell’anno, respinge l’accusa che venerdì scorso ha portato al sequestro del locale: nel quale, spiega Alessandro, non si tengono spettacoli, se non quelli volontariamente offerti dalle signore iscritte.
Non certo professioniste, considerando che si tratta di mogli e di compagne dei frequentatori del Valalta, le quali si divertono a esibirsi nelle serate a tema organizzate dai gestori. L’ipotesi di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”, che ha portato appunto al sequestro preventivo del circolo, secondo il presidente del club è quindi campata in aria. «Se ci fossero stati davvero spettacoli, allora gli agenti della polizia in borghese che si sono camuffati tra gli avventori del privè per lungo tempo, avrebbero potuto coglierci in flagranza, ma così non è stato perchè nessuna professionista si esibisce al Valalta, al contrario di quanto accade nei night club.
Hanno dovuto trovare un cavillo amministrativo che è pure infondato». Già a giugno documenti e registri erano stati sequestrati, ma erano stati trovati in regola e, quindi, restituiti. Alessandro ribadisce che il privè che gestisce a Manzano con altre due persone è tra i pochi dove non gira prostituzione, nè tanto meno droga.
Dunque perché tanto accanimento? «So chi non ci vuole. Potrò dirlo soltanto a indagini concluse.
E pensare che mi avevano avvisato: quando giravo per privè nel Triveneto con l’idea di aprire poi un locale nella mia zona tutti mi dicevano che non mi avrebbero lasciato in pace.
In Friuli i night club sono tollerati, gli scambisti no.
Chi voleva aprire a Latisana, per esempio, si è allungato fino a Portogruaro e lì, soltanto per essere nella provincia di Venezia e non di Udine, non ha avuto problemi. Solamente tra Padova e Treviso di club come il Valalta ce ne sono almeno 25».
E anche in Friuli «non sono santi: c’è tantissima richiesta, a Manzano avevamo superato i 700 soci ed erano quasi tutto del posto. Allora perché fare gli ipocriti?».
Insomma, se un uomo va a vedere le spogliarelliste o le pornostar in un night non fa peccato, «ma se la vicina di casa va nel privè a giocare con il marito e altri uomini allora è scandalo?».
Alessandro insiste: il Valalta non è un locale pubblico, non ha scopo di lucro e le esibizioni che si tengono al suo interno non sono di ospiti professioniste, bensì delle stesse socie, per lo più signore over 40 «che non potrebbero certo ballare la lap dance in discoteca e che in privato trovano invece la soddisfazione di ricevere un applauso».
Circa la possibilità di pubblicizzare l’attività, il gestore fa presente che «lo fanno anche le palestre: spesso sono circoli privati con tanto di tessera, alla stregua del privè di Manzano, eppure su questo nessuno ha da ridire nulla».
Il presidente del circolo manzanese è certo che presto si farà chiarezza e che il Valalta riaprirà, ma con la consapevolezza che, prima o poi, qualche altro prestesto per chiuderlo nuovamente si troverà.
«I nemici di questa zona si chiamano moralismo e bigottismo.
Ora capisco perchè nessuno aveva mai cercato di aprire un club per scambisti in Friuli; io pensavo che bastasse essere in regola, invece il problema è altrove ed è molto in alto».
Infine, una curiosità: molti giovani (l’età dei frequentatori va dai 19 ai 60) hanno voluto pagare la quota della tessera senza però partecipare, evitando persino di entrare: infatti, pare che il fatto di possederla sia “trendy”. 

Rosalba Tello©RIPRODUZIONE RISERVATA
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martedì 9 ottobre 2012

Manzano, piscina chiusa in quindici senza lavoro



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Manzano, piscina chiusa in quindici senza lavoro
  Il Comune rassicura, ma intanto si allungano ancora i tempi per la riapertura. Su Facebook infuria la protesta degli abbonati all’impianto: «presi in giro»


 Manzano, 9 ottobre 2012

  “Piscina comunale chiusa”. Il cartello affisso all’entrata dell’impianto natatorio non lascia dubbi: le porte sono serrate e non si sa per quanto tempo.
Nessuna motivazione. Chi si reca ogni giorno lì davanti - e sono in tanti - con la speranza di potersi finalmente rituffare in acqua resta deluso: la piscina, per adesso, non riapre. E alla proteste dei cittadini si aggiungono ora quelle dei lavoratori: l’impianto, infatti, dava lavoro, tra assistenti bagnanti e istruttori più due impiegate, ad oltre 15 persone, operative da 5 anni continuativi.
Oggi sono tutte con le braccia incrociate (e senza stipendio da 3 mesi), ad attendere con ansia novità sul loro futuro; qualcuno, intanto, presta servizio volontario all’esterno della piscina agli atleti che necessitano di proseguire l’allenamento: una corsa non vale certo una nuotata, ma per gli agonisti restare fermi è deleterio.
E c’è chi pensa di spostarsi definitivamente altrove: i 30 ragazzi che attualmente si “arrangiano” allenandosi all’aperto non possono più permettersi di fare a meno della piscina.
A breve iniziano le gare e ancora non hanno toccato una goccia d’acqua.
Eppure la Kuma, prevedendo per il bando di gara un iter veloce con il quale la società - unica partecipante - si riconfermava gestore, aveva previsto solamente qualche settimana di stop: che cosa ha bloccato tutto? I bene informati parlano di mere “beghe” interne agli uffici, malumori e spostamenti di personale che non avrebbero favorito la semplificazione della pratica.
L’assessore Stacco continua a rassicurare che presto l’impianto sarà di nuovo a disposizione dei cittadini. Nel frattempo, però, le lamentele si infittiscono: «Una cosa che funziona bene, a Manzano, e la chiudono?», afferma un avventore al bar, cliente della piscina.
«Come si fa a bloccare tutto d’un botto, proprio quest’anno che c’è stato il record di iscritti? E la squadra agonistica come si allena?», prosegue un altro frequentatore dell’impianto.
«E uno che ha pagato la tessera per tutto l’anno e non può usufruire della piscina, che fa - scrive Fiorella su Facebook, sul profilo dell’assessore -, paga una seconda tessera da qualche altra parte per lo stesso anno, se vuole nuotare? A noi utenti a giugno avevano detto che la piscina rimaneva chiusa per un mese, in quanto c’erano dei lavori da effettuare: ebbene, siamo ad ottobre».
Più ottimista Nerella: «È rimasta per anni il desiderio di tutti, uno più uno meno... mai molà».
Rosalba Tello©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Nessun rimpianto tra gli amministratori «Non hanno portato alcun beneficio»



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
 Nessun rimpianto tra gli amministratori «Non hanno portato alcun beneficio»

Manzano, 7 ottobre 2012

La notizia del sequestro eseguito dalla polizia del club privè per scambisti ha creato un certo sollievo tra gli amministratori di Manzano.
«Così come sono arrivati, adesso se ne possono pure andare: non hanno portato alcun beneficio, nè ricchezza al nostro paese».
Questo è stato il commento a caldo del vicesindaco di Manzano, Rosario Genova, nei confronti del provvedimento di sequestro dell’attività di intrattenimento. Genova, che come assessore ha le deleghe a innovazioni tecnologiche, personale, patrimonio, viabilità e polizia locale, sottolinea dunque che «del Valalta club privè, se dovesse rimanere chiuso, non si sentirà davvero la mancanza».
Comunque, l’amministrazione comunale manzanese, dal sindaco Lidia Driutti all’assessore Lorenzo Alessio, si era infatti da subito dissociata dall’attività del privè, inaugurato quest’anno in via Trieste, lungo la strada regionale 56.
L’apertura del club per scambisti aveva infastidito parecchi cittadini, in primis chi lì accanto ci lavorava, come Irene Revelant: l’imprenditrice nei mesi scorsi aveva spostato la sua scuola di lingue nel vicino Comune di Buttrio perché, a suo parere, il passaggio della clientela pomeridiana del Valalta mal si concilava con la frequentazione dei bambini che fanno lezione alla “Business voice”.
«Come volevasi dimostrare – afferma ora Irene Revelant –, oltre il danno la beffa: io sono dovuta andare via, ma era evidente che si trattava di una attività a dir poco discutibile.
E lo dico senza alcun falso moralismo: in un edificio direzionale mi pare inopportuno ospitare un locale per scambisti e adesso si viene a scoprire che non è neanche regolare».
A Manzano, considerato anche il momento delicato che l’intero territorio sta attraversando dal punto di vista socio-economico, molti sono coloro che temono che il progressivo degrado della zona possa accompagnarsi a segnali poco positivi dal punto di vista prettamente sociale.
Da questo punto di vista, osservano ancora a Manzano, non aiuta nemmeno la poco edificante attività della sala gioco, recentemente aperta all’altezza della rotonda, gestita da alcuni cinesi. (ro.te.)
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Scambisti, la polizia sequestra il club



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Scambisti, la polizia sequestra il club
  Eseguito venerdì un provvedimento del Gip. Denunciate tre persone per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo

Manzano, 7 ottobre 2012

  Il Valalta Club Privè di Manzano, aperto a inizio anno e dedicato allo scambismo, è stato sottoposto a sequestro preventivo su disposizione del Gip del Tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì il quale ha accolto la richiesta del pm Elisa Calligaris.
Tre persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento. Il provvedimento è stato notificato venerdì sera da personale della Squadra di polizia amministrativa, delle Volanti e del Commissariato di Cividale.
E proprio dagli uffici di viale Venezia ieri è stata diffusa una nota nella quale si spiega che nel corso del 2012 si è assistito «all’ aumento esponenziale in provincia di circoli privati o di associazioni sportive dilettantistiche, asseritamente create a fini di lucro che, spesso, mascherano veri e propri esercizi pubblici e/o locali di pubblico spettacolo che per operare necessiterebbero, se non altro, di tutti i parametri di sicurezza».
Non solo, la polizia ricorda anche che «i circoli privati e le associazioni sportive godono di un trattamento più favorevole dal punto di vista erariale rispetto a un pubblico esercizio. In quest’ottica, la Squadra amministrativa, seguendo le direttive della Procura della Repubblica, ha avviato un’attività di controllo a seguito dell’apertura del circolo privato Valalta in via Trieste 2.
Ciò, comunque, come precisa la stessa Questura «nel completo rispetto della libertà di impresa e di associazione».
Gli agenti hanno osservato che il circolo continuava a godere degli effetti derivanti dalla copiosa pubblicità avuta sin dall’apertura. «Non solo gli organi di stampa locali hanno portato all’attenzione del pubblico il nuovo Club, ma gli stessi gestori hanno dato ampio risalto alla loro iniziativa su quotidiani e soprattutto su Internet».
Venivano pubblicizzati, in particolare, eventi organizzati durante alcune serate a tema in cui venivano effettuati spettacoli con musica, balli, sfilate e altro.
Singolare, a giudizio della questura, il regolamento pubblicato anche sul sito del circolo, dal quale si rileva che “lo scambio è un gioco di sesso sganciato dai sentimenti, pertanto non è il caso in questo club nè di corteggiare, nè di innamorarsi”.
Durante l’attività di monitoraggio, gli agenti hanno avuto modo di verificare che all’interno del circolo privato «venivano svolte attività di pubblico spettacolo con contestuale somministrazione di alimenti e bevande in forma anche indiscriminata».
Quanto osservato è stato poi avvalorato dalle dichiarazioni rese da alcuni frequentatori del circolo. Inoltre, sempre seguendo quanto riferisce la polizia, gli accessi e le iscrizioni al circolo venivano gestite «con procedure decisamente elastiche e scarsamente conformi alla normativa vigente».
Il Valalta Club a maggio (quando c’è stato un primo controllo) annoverava già 680 soci iscritti e attualmente, stando alle verifiche della questura, ne ha oltre 730.
Ai soci frequentatori veniva richiesto il pagamento della quota associativa di 25 euro e un contributo “spese serata” fino a 100 euro con prima consumazioni obbligatoria.
Anna Rosso©RIPRODUZIONE RISERVATA
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