martedì 13 novembre 2012

Nuova viabilità a Manzano I negozianti: ci penalizza





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Nuova viabilità a Manzano 
I negozianti: ci penalizza
Proteste per la rotatoria sulla regionale 56 e la complanare Manzinello-Percoto
Il vicesindaco Genova invita ad avere pazienza: a lavori finiti, benefici per tutti  


Manzano, 13 novembre 2012

 Cambia la viabilità, piange il commercio. Con i cantieri in corso per la rotatoria lungo la strada regionale 56 e la complanare che collegherà Manzinello a Percoto, è venuta a mancare quella clientela di passaggio che creava alle attività della zona, soprattutto ai bar, un buon giro d’affari. 
Dal 20 agosto, infatti, giorno d’inizio dei lavori stradali a Manzano, gli incassi sono drasticamente calati, in taluni casi dimezzati. 
E’ il caso del bar Vigo, in via del Cristo, che sopravvive grazie allo “zoccolo duro” degli affezionati: «Nessuno ci ha informato – afferma la dipendente –, sono stati gli operai a dirci che addirittura i lavori proseguiranno fino ad aprile. A che serve poi questa opera, adesso? Era utile forse vent’anni fa».
Non va meglio alla trattoria da Pieretto, in via Muraglia, che si affaccia su una strada sbarrata da mesi. Stando a quanto avevano saputo i titolari, doveva restare chiusa per poco tempo «e intanto perdiamo lavoro». 
Invita a portare pazienza l’assessore alla viabilità, il vicesindaco Rosario Genova, precisando che a lavori finiti il traffico, reso più fluido dalle nuove opere, porterà benefici a tutti. Genova aveva scritto una lettera ad aziende e residenti avvisando tutti circa gli inevitabili disagi che le deviazioni avrebbero comportato «ricordando peraltro che gli stessi sono promossi nell’interesse della nostra città e per il suo miglioramento».
Le due opere, la rotonda all’incrocio con via del Cristo e la complanare a San Nicolò, la prima appaltata alla Fvg Strade, l’altra di competenza della Provincia, sono tra l’altro interventi di cui l’amministrazione comunale di Manzano condivide gli obiettivi: «Era un atto dovuto, non ci si poteva tirare indietro – spiega Genova –; abbiamo comunque informato, ad agosto, tutti i cittadini residenti nelle vie oggetto delle deviazioni del traffico veicolare, ossia le vie IV Novembre, Piave, Diaz, Duca D’Aosta, Scalo merci, Fierutta».
Circa i tempi, il vicesindaco motiva i ritardi con due problemi emersi: la complanare, che una volta terminata si collegherà alla Palmanova-Manzano, richiede ulteriori tempi per spostare il nodo della Snam posizionato proprio sotto la strada; la realizzazione della rotonda e relativo sottopassaggio pedonale è condizionata dal rialzamento delle strade coinvolte, che si trovano a un livello superiore rispetto alla Sr 56.
Rosalba Tello ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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sabato 10 novembre 2012

Roma premia le scelte “green” delle aziende della sedia





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Roma premia le scelte “green” delle aziende della sedia

Manzano, 10 novembre 2012

Mentre si sta sta progettando di far partire a Manzano, su sollecito di decine di aziende del Distretto, il terzo ciclo della certificazione Fsc, di cui molte aziende del legno tramite il percorso di certificazione multisito proposto dall’Asdi Sedia stanno fregiandosi (il marchio garantisce che il legno impiegato proviene da foreste gestite in maniera responsabile e corretta dal punto di vista ambientale, sociale ed economico), da Roma giungono belle soddisfazioni per le imprese locali che stanno scegliendo la strada del “green”.
È il caso di Passoni Nature, citata nel Rapporto GreenItaly 2012, a cura di Unioncamere e Fondazione Symbola, tra le eccellenze della green economy italiana; il titolare, il 29enne Tommaso Passoni (figlio di Luigi, noto imprenditore manzanese), ha ricevuto i complimenti dal ministro alle politiche forestali Mario Catania e di Ermete Realacci , presidente della Fondazione Symbola.
Nello studio Passoni Nature è stata inserita come primo esempio in Italia di impresa certificata nel biologico. Oltre alla Fsc, infatti, l’azienda manzanese possiede anche l’Anab-Icea, la certificazione per l’edilizia bioecologica. «Nella nostra azienda - spiega il giovane Passoni - vengono verificati tutti i componenti dei prodotti, dalle finiture ai collanti al packaging.
Ricevere apprezzamenti da Symbola e dal ministro Catania in persona è motivo di grande soddisfazione per una piccola realtà come la nostra.
In un contesto economico come quello attuale le tematiche ambientali riscuotono più interesse rispetto all’“old economy”; vorremmo perciò essere da esempio per nuovi approcci con un mercato sempre più internazionale e attento a qualità, design e produzioni di pregio».

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Il Pd: va conservata Villa Codelli





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Il Pd: va conservata Villa Codelli
Manzano, la Capone contro la possibile realizzazione di una casa di riposo privata

Manzano, 10 novembre 2012

«Macché Centro per anziani. Se andasse in porto il progetto di Villa Codelli il Comune ne farebbe una casa di riposo privata che arricchirebbe solo i suoi gestori». Sabina Capone, per due mandati consigliera comunale nei banchi dell’opposizione, interviene in merito al futuro della dimora storica di Via Natisone tracciando un po’ di storia: «Il pasticcio avvenne all’epoca del primo mandato dell’ex sindaco Macorig, quando si rifece il piano regolatore generale del comune. Ricordo che l’attenzione verso le poche (ahimè) bellezze architettoniche e naturali ancora presenti sul territorio fu veramente scarsa. Fra i bei luoghi sacrificati alla necessità impellente di cubature ci fu proprio la villa Codelli, che a quel tempo poteva ancora essere riconosciuta come una dimora storica, un po’ decadente ma dal fascino intatto». Il nuovo Piano regolatore del Comune, però, secondo quanto riportato dalla ex consigliera, escluse le pertinenze della villa da ogni tutela, «e così il viale, il parco e alcune parti edificate vennero spazzate via. Quello che ora si vede della storica villa ha ben poco del passato. Da quanto si apprende, invece, la sua destinazione potrebbe essere molto di attualità; gli amministratori di Manzano pensano di farne un “centro diurno ludico ricreativo per anziani” che significa una casa di riposo privata. Uno spazio così grande, d’altra parte, non sarebbe gestibile economicamente solo come centro diurno». Secondo Capone c’è il rischio che «quel poco che resta di Villa Codelli diventerebbe un parcheggio privato per anziani vantaggioso per chi lo gestirà e per le sue tasche». In Regione, continua l’ex consigliera, previsioni di nuove case di riposo pubbliche non ce ne sono, «anche perchè medici ed esperti di politica sanitaria dicono che è molto meglio che le persone anziane vivano in casa e siano aiutate a domicilio. Se poi questa amministrazione regionale trovasse delle risorse, ovvero il milione e mezzo di euro che l’assessore ha intenzione di chiedere come contributo pubblico, dovrebbe anche spiegare alle molte famiglie, che hanno il nonno o la nonna da assistere, come mai, dopo aver già contribuito a pagare per la costruzione di case di riposo in regione, dovrebbero anche sborsare mensilmente 1500 o 2 mila euro per la retta del loro parente».
Rosalba Tello ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’albergo vuoto nel “paese dei morti”





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
L’albergo vuoto nel “paese dei morti”
Manzano: in difficoltà l’hotel Natisone, l’unico in centro. I titolari: il comparto della sedia è in crisi e la Danieli ci taglia fuori

Manzano, 10 novembre 2012

Quatto anni fa il distretto prosperava, le fabbriche della sedia portavano benessere, Manzano era il nucleo di un territorio ricco e con un ottimo giro di affari. Nulla, o quasi, lasciava presagire la crisi che avrebbe messo in difficoltà moltissime imprese, e con esse l’intero indotto. Lo sa bene Enzo Centra, gestore dal 2008 dell’Hotel Natisone, unica struttura alberghiera del centro, oggi in fortissimo calo di presenze. «Qui non si muove niente - commenta amareggiato -, è il paese dei morti». Il 12 dicembre di 4 anni fa Enzo e la moglie Fatima avevano inaugurato con una grande festa l'albergo, un 3 stelle a conduzione familiare con 25 camere, non modernissime ma decorose. Voglia di festeggiare l’anniversario, però, non c’è. Finora tutte le iniziative dei titolari per rivitalizzare il paese sfruttando questa struttura sono state smontate una ad una. «Mi sarebbe piaciuto creare un polo della musica; abbiamo una sala grande che si presta, dove il venerdì sera organizziamo il karaoke. Ma, tra vincoli, Siae e burocrazia non abbiamo potuto concretizzarlo». Nella sala da ballo c’è il bar (con molti analcolici per i ragazzi), il camino, poltrone, un piccolo palco dove si suona e si canta. Arredo un po’ demodé, ma semplice e confortevole, ideale forse, più che per i giovani, per un arzillo gruppo di anziani. «Infatti, ecco un’altra proposta che non ha avuto seguito. Qui c’è tanto spazio per ospitare persone di una certa età, autosufficienti, che possono incontrarsi e giocare a carta, ricamare, ballare, insomma farsi compagnia». Una sorta di alternativa al centro diurno, quindi, ma anche questa iniziativa, proposta al Comune, non ha decollato. È sempre gli anziani avrebbero potuto far buon gioco agli affari di Centra: «Quando nel 2008 ho preso in gestione l’albergo ci avevano prennunciato l’apertura, a Villa Codelli, qui di fronte, di una residenza per anziani. Pensavo quindi di poter ospitate le tante famiglie che sarebbero venute a trovare i loro cari». Ma Villa Codelli, a oggi, è abbandonata. Non aiuta nemmeno la vicinanza di un colosso dell’industria come la Danieli, che probabilmente - a detta di Enzo - orienta i suoi lavoratori e ospiti verso altri circuiti alberghieri. «I nostri clienti passano da Manzano per lavoro, e quindi ci sono periodi morti come questi, con un solo ospite. I prezzi vanno dai 45 a 60 euro, ma, non mi vergogno a dirlo, recentemente ho venduto una camera a 35 euro». Gli stranieri sono rari. Grazie a booking.com, in questi giorni è giunta una coppia di francesi ed Enzo li ha trattati coi guanti, sfornando gustosi manicarretti romani. Ma non è bastato: avevano prenotato 2 notti e invece sono scappati via dopo la prima: la sera in paese non trovavano nulla da fare, hanno optato per altri lidi. Altri stranieri, graditissimi dai titolari perché rimpinguavano un po’ le casse dell’hotel, sono stati i profughi scappati dalla Libia. «Ma poi li hanno trasferiti al Civiform di Cividale, chissà perchè». Però un giovane del Bangladesh Enzo se lo è cresciuto e dopo uno stage di cucina ora è assunto come chef».
 
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Villa Codelli tra residenza per anziani e hotel 4 stelle





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Manzano, il Comune chiede alla Regione fondi per trasformarla in centro diurno Ma gli eredi del defunto proprietario pensano all’albergo moderno e di prestigio

Manzano, 9 novembre 2012

Residenza per anziani o hotel a 4 stelle con centro benessere? La destinazione di Villa Codelli, abbandonata da anni a seguito della scomparsa del proprietario, l’imprenditore mananzese Ivaldi Beltrame, appare sempre più incerta: la storica dimora, una volta sede del conte di Manzano, è contesa da privati e Comune, che in quest’ampio edificio (oltre 3 mila mq su 3 piani, 10 mila mq l’area verde) ci avrebbe visto un Centro diurno per anziani «in cui offrire alloggio e attività ludico-ricreativo per rispondere alle esigenze di compagnia dell’anziano», spiega l’assessore alle politiche sociali Lorenzo Alessio, sottolineando che questa ipotesi era anche quella prospettata dalla proprietà. Il Comune era così interessato al progetto da chiedere, nel 2009, un contributo alla Regione di quasi 1,5 milioni. Soldi però negati a causa della mancanza di risorse; ma gli assessori Alessio e Venturini non hanno mollato e, sempre 3 anni fa, hanno fatto richiesta al sindaco di autorizzarli a cercare la strada migliore per arrivare all’intesa. La spesa non è sostenibile dal Comune, anche se Alessio ribadisce: «Alla Residenza per anziani non abbiamo rinunciato. Torneremo a proporre alla Regione la richiesta di finanziamento». Intanto le trattative con la società che gestisce l’area, la Villa Codelli srl, sono in fase di stallo; l’ad Massimiliano Fontanini, che cura la proprietà dell’erede di Ivaldi, Luca, titolare del supermercato Maxisconto, non si sbilancia sul futuro della suggestiva dimora, edificata nella seconda metà del XVIII secolo e oggi portata al grezzo, quasi del tutto ristrutturata. Segno che comunque un progetto c’è: «Qui si prevedeva una struttura alberghiera di prestigio a 4 stelle con 70 camere e area wellness - riferisce l’ad –. Purtroppo il prematuro decesso di Beltrame ha interrotto l’operazione e gli eredi hanno sospeso tutto. Ma il prossimo anno riprenderemo l’iniziativa», senza però specificare se si proseguirà sulla strada dell’hotel di lusso o se sono in corso altre trattative. L’operazione al momento è nelle mani di privati. Villa Codelli è stata sottoposta a modifiche nel 1800 e a un intervento di consolidamento delle parti strutturali dopo il sisma del 1976. Un pezzo di storia in cerca di futuro.
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giovedì 8 novembre 2012

Niente asilo a San Lorenzo e la giunta si spacca





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Niente asilo a San Lorenzo e la giunta si spacca
Sarà potenziata la materna del capoluogo. Contrari gli assessori Stacco e Alessio (Progetto)

Manzano, 7 novembre 2012

L’asilo di San Lorenzo non si farà. A nulla sono valse le prese di posizione degli assessori Stacco e Alessio, che nel programma di Progetto Manzano avevano garantito il nuovo istituto nella frazione; il contributo stanziato per la sua realizzazione è stato destinato ai lavori di ammodernamento e potenziamento della materna del capoluogo. Una decisione sofferta, che ha visto la giunta, tra assenti e dissociati, spaccarsi su uno dei punti-chiave della lista civica che storicamente sostiene Lidia Driutti. I numeri non ci sono, aveva già predetto un anno fa Valmore Venturini, ma coerentemente con la linea portata avanti anche nel primo mandato i due assessori non si sono piegati e hanno scritto al sindaco per confermare quanto sostenuto nel programma elettorale 2007-2012 e ribadito in quello attuale. «Crediamo nella creazione di un percorso educativo – dicono Alessio e Stacco –, una sorta di Polo per l’infanzia che parte dal nido Cjase di Catine di San Lorenzo per continuare con la materna; un investimento che non si basa sull’andamento demografico, ma sulla richiesta da parte di altri Comuni e, in prospettiva, sulla ripresa futura della crescita del Manzanese perché le potenzialità ci sono». Per i due assessori il plesso avrebbe garantito spazi idonei per accogliere chi esce dal nido, constrastando così la dispersione scolastica in altre strutture. «Il servizio della Cjase di Catine è molto apprezzato dagli utenti di altri Comuni – spiega Stacco –, se i numeri mancano è perché gli spazi non ci sono, però le richieste sono tante». «C’è un enorme esubero di domande al nido rispetto ai posti disponibili – conferma Alessio –, un’utenza che garantirebbe il numero sufficiente a realizzare una nuova materna accanto alla Cjase di Catine». Nella missiva inviata al sindaco i due assessori fanno presente che si sono già spesi 8.500 euro per lo studio di fattibilità e 11mila per ampliare la cucina del nido, in previsione appunto della nuova scuola adiacente, e per adeguare la centrale termica. La dissociazione in giunta d Progetto Manzano non crea sorpresa alla minoranza: «I continui cambi di rotta della giunta sul nuovo asilo – dice Zamò – sono l’ulteriore conferma che fare promesse a tutti e su tutto può essere utile sotto elezioni, ma rende impossibile governare con coerenza e serietà».
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Riaperta la piscina comunale Migliorie entro la primavera



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Riaperta la piscina comunale Migliorie entro la primavera

Manzano, 7 novembre 2012

Finalmente la piscina comunale di Manzano è riaperta al pubblico. Superati gli intoppi burocratici che avevano tenuto fermo l’impianto natatorio per 4 mesi, da questa settimana sono ripartite le attività gestite da Kuma, società che s’è aggiudicata il bando di gara e che per 5 anni aveva guidato la piscina. Com’era da attendersi, però, la struttura riapre con un importante numero di defezioni: in questi mesi molti manzanesi hanno optato per altre piscine di paesi limitrofi, ma i gestori sono ottimisti e contano di recuperare entro la prossima primavera gli “esodati”. Sollevato l’assessore ai lavori pubblici, che nell’ultimo periodo – visti anche i forti malumori di molti cittadini sul caso piscina – aveva accelerato l’iter per la riapertura.
Quelli davvero felici sono però i circa 15 dipendenti, tornati al lavoro dopo uno stop per loro durato fin troppo. «Tutto il personale è rimasto in carico – conferma Federico Gross, della società Kuma –, li abbiamo tutti convocati, tranne quelli che intanto hanno trovato altre occupazioni». La flessione dell’utenza, per Gross, sarà riassorbita in tempo per la bella stagione, quando potrebbe già essere disponibile l’area esterna, oggi in fase di progettazione definitva. «Sarà interesse della società – aggiunge Venturini – eseguire gli interventi in tempi veloci».
Da questa settimana, intanto, tutte le attività sono riprese: l’impianto lavora 7 giorni su 7, tutto l’anno, dalle 8 alle 22.30. Gli utenti sono stati comprensivi, riporta il gestore: «Hanno capito la situazione straordinaria.
Ed è confortante che non vi sia stato un abbandono di massa.
Siamo certi che presto tornerà anche chi ha preferito, per il momento, altri impianti».
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domenica 4 novembre 2012

Manzano punta sul calcio che sa investire sui giovani





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Manzano punta sul calcio che sa investire sui giovani
Si completa il polisportivo con la sede del club e gli spogliatoi per il pattinaggio Fiore all’occhiello degli arancione, protagonisti con il vivaio, l’accordo con l’Inter

Manzano, 3 novembre 2012

Completamento del Polisportivo comunale, realizzazione degli spogliatoi per la nuova pista di pattinaggio, una sede riqualificata ed adeguata per la Manzanese calcio. È quanto prospettato durante l’ultima giunta comunale, che ha approvato l'autorizzazione al sindaco di presentare domanda di contributo alla Regione.

Sulla società presieduta da Nello Taboga il Comune punta molto, anche in seguito dei risultati conseguiti sul campo: ottimi i piazzamenti della prima squadra nel campionato di eccellenza di questi ultimi anni (due partecipazioni alla serie D e la conquista, la scorsa stagione, della Coppa Italia regionale); altrettanto importante il lavoro svolto nel settore giovanile (oltre 200 tra ragazzi e bambini), con tutte al primo posto nei diversi campionati. «La società - commenta l’assessore allo sport - ha compreso l’importanza di investire sui giovani. Siamo certi che l’amministrazione regionale saprà cogliere l'occasione di sostenere una realtà che si dimostra un esempio per lo sport del Friuli Venezia Giulia».

Dopo aver sottoscritto la convenzione di collaborazione con le scuole, tre anni fa, segue ora la firma per la gestione totale degli impianti. «In questi anni abbiamo realizzato interventi per garantire alla società la massima fruibilità delle strutture, in particolare omologando l’impianto anche per i campionati professionistici ed adeguandolo alle norme di sicurezza per gli atleti e gli spettatori», conclude l'assessore. A conferma del buon lavoro svolto da Taboga e dal direttivo della società è giunto l'accordo di collaborazione triennale sottoscritto con l'Inter, che prevede, oltre a vantaggi dal punto di vista dell’immagine societaria, concrete opportunità per i ragazzi che vestiranno la maglia arancione.

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giovedì 1 novembre 2012

«Rialzatevi e tutti assieme affrontate l’età della crisi»





cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
«Rialzatevi e tutti assieme affrontate l’età della crisi»
E’ l’appello di don Nino Rivetti nella ricorrenza dei 10 anni da parroco di Manzano Il “suo” oratorio ospita oltre 300 giovani. «Le famiglie non perdano la speranza»

Manzano, 1 novembre 2012

«Talità kum, io ti dico alzati». Potrebbe sembrare lo slogan di un corso motivazionale, invece è un messaggio spirituale, tratto da una frase in aramaico pronunciata da Gesù, che don Nino Rivetti, da dieci anni parroco di Manzano, rivolge ai fedeli: un invito a risollevarsi, a prendere coraggio per affrontare insieme il periodo di crisi. Una parola che significa «cambiamento» e preannuncia tempi diversi a cui bisognerà adattarsi. «E’ una frase adatta a tutta la realtà del Manzanese, dal ricco al povero, dal cristiano al miscredente - spiega don Nino –, bisogna reagire». Intanto la sua chiesa – cinque parrocchie, comprese le frazioni – si occupa di accogliere i nuovi poveri, in stretta sinergia con i servizi sociali e il Comune; sono i disoccupati e il numero crescente di persone che vivono momenti di difficoltà in famiglia. Una povertà non solo economica: «C’è tanta solitudine. I manzanesi, e non solo quelli anziani, hanno bisogno di relazione, vicinzanza e interessamento, ascolto e condivisione». Devianze e alcolismo sono affrontati in maniera capillare, col supporto di volontari che raccolgono urgenze e nuovi casi, facendo visita a casa settimanalmente. A due lustri dal suo arrivo a Manzano, in occasione di questa prima tappa, festeggiata domenica con i fedeli in un pellegrinaggio a Portogruaro, seguito da un pranzo popolare in canonica, don Nino traccia un bilancio della comunità dal punto di vista sociale e cristiano. «Dieci anni pieni, intensi, volati via in fretta – rileva –; appena arrivato non conoscevo questa realtà, ma ho subito percepito l’inizio di una forte crisi. Nella mia prima messa di Natale feci una riflessione proprio sui tempi nuovi che avrebbero modificato tutto». Nella prima assemblea don Nino esortò quindi tutti i collaboratori a impegnarsi in maniera continuativa e mise le basi per investire sulle nuove leve. Non a caso il Centro giovanile “Don Bosco”, subito ribattezzato semplicemente “oratorio”, è diventato un luogo di riferimento per oltre 300 tra bambini e ragazzi. «Li prepariamo a uno stile di vita che educa a rispetto, gratitudine, onestà». Qui si prega, si gioca e soprattutto ci si confronta; grazie anche a don Daniele Antonello, vicedirettore della Pastorale diocesi giovanile, l’oratorio di Manzano è frequentato con entusiasmo e sforna mille attività. Ad aiutare don Rivetti, diviso in più parrocchie, don Elio Romanutti e il diacono Fiorino Miani (fino a due anni fa c’era anche Michele Trungadi), oltre a tre suore dell’ordine delle Pastorelle. Senza contare il folto staff di volontari, circa 300, che organizza le celebrazioni liturgiche e le manfestazioni religiose, pulisce gli edifici sacri e cura ogni attività pastorale. Nella canonica operano poi i responsabili dell’ufficio Ovidio Sartori, Igino Braida, Edi Zuttion «che tengono i conti». Originario di Torviscosa, classe 1949, cappellano a Latisana dal ’75 all’84 e poi parroco del paese fino al 2002 dopo una parentesi a Buja, oggi reponsabile anche della Forania di Rosazzo (che raduna 15 parrocchie), Giovanni Rivetti nasconde un simpatico lato umano: è un tifoso del Milan. Don Nino ama anche musica e fotografia. Ma soprattutto ama stare vicino ai parrocchiani: «Desidero infondere fiducia alle famiglie affinché possano sostenere i figli trasmettendo loro ancora convinzione che può esserci un futuro migliore».
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mercoledì 31 ottobre 2012

Avviati lavori socialmente utili: otto posti - Driutti-Zamò, ora è polemica fra i giovani



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
  
Manzano, 31 ottobre 2012

Al via lavori socialmente Utili grazie a un impegno finanziario della Regione per l’80% e il restante messo a disposizione dal Comune er un importo di 13.152 euro.
Sono stati presentati e ammessi al contributo 6 progetti, 8 i lavoratori che faranno parte della pianta organica. «Si tratta - spiega il vicesindaco Genova - di un investimento mirato a offrire un’opportunità di lavoro, anche se a tempo determinato (12 mesi), attraverso un impiego al servizio della pubblica amministrazione di persone in mobilità, in cassa integrazione o disoccupati. Così otteniamo un doppio risultato: offrire migliori servizi ai cittadini e consolidare la coesione sociale nel territorio riconvertendo in maniera produttiva quella che sarebbe una spesa assistenziale».
I progetti riguardano miglioramento dell’efficacia dei servizi culturali, supporto al personale del servizio economico-finanziario (riordino archivio, creazione e implementazione banche dati), dell’ufficio sociale e di quello polizia municipale (funzioni amministrative), pulizia di strade con sfalcio del verde, attività di supporto alle squadre di operai nell’allestimento di iniziative ricreative e cultuali; corretta gestione del centro di raccolta comunale con il miglioramento del decoro urbano e dell’igiene pubblica. (r.t.)


 



Manzano, 31 ottobre 2012

E dopo i big della politica manzanese ora si schierano anche i giovani. Quei rispettivi rappresentanti delle nuove leve che hanno appoggiato chi l’attuale sindaco, chi il rivale Zamò. Ai ragazzi della lista Driutti rispondono ora quelli che sostengono il capogruppo Zamò per voce di Stefano Pontoni, di Ascolto, innovazione e lavoro.
«Puntualizziamo che siamo anche noi presenti e operanti, visto che ritroviamo periodicamente per discutere su idee concrete e non solo su futili promesse, al contrario di quanto ha affermato il sindaco già in campagna elettorale, sostenendo l’assenza di giovani tra i suoi oppositori. In questi mesi Zamò ci ha sempre dato l’opportunità di partecipare attivamente, considerandoci suoi collaboratori.
Da subito ci siamo sentiti tutti posti sullo stesso piano, dai più esperti ai più giovani, e perciò non s’è mai sentita la necessità di emarginarci in una lista propria, in quanto siamo tutti, al di là dell’età, vogliosi di fare il meglio per la comunità».
 Pontoni torna poi sul caso super-segretaria: «Nessuno di noi ha colpevolizzato chi ha ottenuto l’incarico per le sue competenze; si è voluto invece mettere in discussione il metodo usato per assegnare un posto economicamente e per posizione impossibile da trovare al giorno d’oggi per un neo-diplomato o neo-laureato.
Ciò che si chiede è la trasparenza del metodo usato e la giustificazione sul perché sia stata privilegiata una persona rispetto ad altri candidati con competenze più complete.
Chiediamo anche perché una così ingente somma di denaro pubblico sia stata impiegata per un incarico ora non strettamente necessario.
Questi soldi potrebbero venire spesi per situazioni più urgenti». Concludono i giovani sostenitori di Zamò invitando l’amministrazione «a svolgere il suo compito in modo giusto e non in un’ottica clientelistica».   Rosalba Tello


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