domenica 16 giugno 2013

Aziende, la carta “micro-edilizia”



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Aziende, la carta “micro-edilizia”

Oggi congresso di Confartigianato: recupero dei capannoni e adeguamento energetico i nuovi volano
Manzano, 15 giugno 2013
Una location scelta non a caso. Per un messaggio forte e un possibile nuovo piano di rilancio del settore produttivo locale. Oggi a Manzano si terrà il congresso annuale di Confartigianato Udine. E l’appuntamento è dentro a un capannone, quello di Livio Fantini, ora riconvertito in spazio espositivo. Un gesto che sta a significare la vicinanza della Confartigianato ai luoghi di produzione. Luoghi che possono rivivere anche sotto altre forme, pur mantenendo il loro forte significato legato a un passato recente o lontano.
Assieme al presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti si ritroveranno i circa 300 delegati provinciali, rappresentanti di settore, categorie, zone e diversi comparti. Insieme per ricalibrare la “mission” dell’associazione che conta 7.200 associati attivi (oltre a 6mila pensionati), suddivisi tra un 40 per cento di imprese specializzate nell’edilizia, un altro 30 per cento nel manifatturiero, e il restante impegnato nei servizi.
Una “mission” che nei prossimi anni potrebbe essere incentrata sul rilancio dell’economia attraverso la ripresa della micro-edilizia. Ed ecco allora che il “capannone”, quello scelto per l’assemblea di oggi assume così il suo terzo significato: recuperare il patrimonio immobiliare delle imprese, attraverso adeguamenti per risparmio energetico e altro ancora, fino ad arrivare a compiere poi la stessa operazione sul patrimonio abitativo già esistente.
«Siamo alla vigilia di un nuovo settennato di politiche europee - spiega il direttore di Confartigianato Udine Gianluca Gortani -. E sicuramente il risparmio energetico e l’adeguamento dei vari edifici saranno al centro delle politiche di incentivo e di agevolazioni, come in parte lo sono anche adesso. Ecco che allora ripartire proprio dalla micro-edilizia, dagli interventi per il ripristino e il recupero di beni immobiliari può diventare fondamentale. Anche e soprattutto come forma di economia non fine a se stessa ma come principio capace di generare ricadute a catena, con un prezioso effetto volano».
Il tutto anche in considerazione del fatto che, comunque, le imprese edili, interessate da questa possibile manovra di ripresa, rappresentano, da sole, il 40 per cento del settore produttivo locale.
E senza dimenticare che il tessuto economico locale è composto da una micro imprenditorialità molto diffusa, che potrebbe comunque restarne coinvolta.
Ma l’assemblea di oggi servirà ovviamente, oltre che per analizzare alcune proposte, anche per andare a fondo dei principali problemi del comparto.
A iniziare dai problemi e dall’allarme dettati dalla burocrazia, per poi passare alla pressione fiscale e alle mancate agevolazioni. «Purtroppo stiamo parlando di problemi non nuovi - precisa ancora il direttore di Confartigianato Gortani -. Ma non per questo si tratta di problemi meno gravi. Anzi. Ogni giorno riceviamo denunce di questo genere nei nostri uffici.
Federica Barella


Artigianato in Friuli: boom di disoccupati giovani

L’analisi dell’associazione di categoria che ha celebrato il congresso in un capannone industriale a Manzano: preoccupa anche lo scarso numero di apprendisti, mai così basso dagli anni Cinquanta a oggi
UDINE, 15 giugno 2013
 “A che punto è la notte?”. Già dal titolo si può intuire qual è il filo conduttore dell’ottavo rapporto annuale di Confartigianato sullo stato del comparto nel 2012, illustrato durante una conferenza stampa nella sede dell’associazione in via Del Pozzo. Se diamo un’occhiata ai freddi numeri degli indicatori economici, si capisce che la notte, cioè la crisi, purtroppo, non è ancora finita. E a quasi cinque anni dall’inizio, con il crac di Lehmann Brothers negli Stati Uniti, non si intravvede la luce in fondo al tunnel.
Un po’ di cifre? Eccole, nel dettagliato dossier curato da Nicola Serio, dell’ufficio studi di Confartigianato. In provincia c’è oggi un numero di apprendisti (cioè il futuro per i tanti mestieri artigiani) pari a 1.444 persone, inferiore ai 1.769 che si registrarono nel 1955, quasi sessant’anni fa, prima del boom. Dunque siamo tornati ai livelli del Dopoguerra e il numero è in calo costante: gli oltre 3 mila “garzoni” di bottega del 2000 sono un lontano ricordo, per non parlare dei record degli anni Sessanta, con un Friuli che sfornava (e preparava) ogni anno 6, 7 mila falegnami, idraulici, imbianchini e quant’altro.
Altra nota dolente la disoccupazione giovanile, che è schizzata al 30,4%: un tasso che non si registrava dal 1985 e che solo nel 2011, era “appena” del 20,9%. Il ricorso alla cassa integrazione è ai massimi assoluti: ed è proprio l’ammortizzatore sociale che impedisce, al momento, l’esplosione del tasso di disoccupazione globale, fermo al 6,8%, anche se nel 2007 avevamo raggiunto un tasso “fisiologico” poco superiore al 4%. In questo quadro è facile capire come sia in flessione il numero dei dipendenti artigiani, 16.463, con un meno 17% rispetto al picco del 2007.
L’emorragia ha riguardato in particolare operai e apprendisti, mentre il numero di “colletti bianchi” è stabile. L’edilizia il comparto più sofferente con un meno 34% di ore lavorate, un meno 24% di lavoratori e un meno 26% di imprese iscritte.
Ma l’analisi degli artigiani, che nel pomeriggio hanno celebrato il congresso provinciale in un capannone industriale a Manzano, non è stata solo un pianto greco. Il presidente Graziano Tilatti ha proposto un paio di ricette per uscire dalla crisi. O quantomeno per provarci. La riqualificazione del patrimonio edilizio è una. «Occorre – ha spiegato Tilatti – un grande progetto di sistemazione del patrimonio edilizio, in chiave di sostenibilità energetica e ambientale, sfruttando i progetti comunitari della programmazione 2014-2020. Innovazione, economia diffusa e “green”, stop al consumo del territorio, green social housing, rilancio dell’iniziativa privata come energie da coltivare, a condizione che le istituzioni condividano l’obiettivo e facciano la loro parte». Una mano tesa alla “micro edilizia”, volta a far partire tutti quegli interventi di manutenzioni e ristrutturazioni che i nostri condomini e i nostri capannoni, dove spesso ci sono uffici e laboratori, hanno bisogno.
E poi lotta serrata alla burocrazia. Gli artigiani chiedono infatti una fiscalità, anche locale, che non penalizzi le piccole aziende – ad esempio con l’Imu e Tares – e con semplificazioni burocratiche reali – concertate a partire dalle proposte operative delle categorie economiche. A questo proposito Confartigianato lancia una sfida alla presidente Serracchiani: l’istituzione di un tavolo tecnico-politico fra categorie e Regione in grado, con la politica dei piccoli passi, di individuare e di risolvere i problemi burocratici. Maurizio Cescon



giovedì 13 giugno 2013

Manzano, strada fantasma a Case



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Manzano, strada fantasma a Case
Dopo 2 anni via Dignano d’Istria non c’è ancora sui documenti. Via Albona: rischi dalle radici dei pini

Manzano, 13 giugno 2013
 
Una strada "fantasma", inesistente sulle mappe e sui documenti di riconoscimento, eppure inaugurata dal sindaco di Manzano oltre un anno fa con tanto di cerimonia alla presenza degli amici croati di Dignano d'Istria a cui la nuova via è dedicata. Accade a Case di Manzano, in una traversa di via Abbazia (la prima laterale a destra di via Albona, di fronte Via Pola) che è stata ribattezzata già nel 2011, ma mai ufficializzata dal punto di vista burocratico: i suoi residenti, infatti, da mesi attendono che dall’anagrafe arrivi la comunicazione che attesta il cambio del nome della strada, assieme al bollino da apporre sulla patente. «Ci era stato detto che dal ricevimento della carta provvisoria, che ci è giunta il 12 novembre 2012, sarebbero passati al massimo 180 giorni – spiega Fabio Sant, uno degli abitanti di via Dignano d’Istria –, ma finora nulla di fatto. E quando mi chiedono la residenza io non so ancora che indirizzo devo dichiarare». Conferma la lunghezza dell’iter il vicesindaco Rosario Genova, che si rivolgerà agli uffici comunali per verificare a che punto si trova il passaggio dei nomi delle vie. «La strada, per chi non è della zona, è introvabile – prosegue Sant –, però la foto con il cartello della “nuova” via faceva bella mostra nel depliant elettorale del sindaco Lidia Driutti». E per una strada che “non esiste” – almeno sulla carta –, ce n’è un’altra, sempre a Case, invece ben nota e trafficata: nella vicina via Albona transitano le famiglie dei piccoli allievi della materna e i numerosi residenti della zona, sia in auto che in bici. Negli ultimi mesi, però, percorrere l’area tra via Pola e via Albona, dove è ubicata la scuola, è divenuto assai disagevole: tutta colpa dei pini marittimi, le cui radici invadono la corsia di marcia rendendo difficoltoso il transito. «E’ pericoloso per bici e motorini – spiega il cittadino manzanese – e per chi ogni giorno accompagna i bimbi a scuola: bisogna fare degli autentici slalom per evitare le radici e quindi spesso si invade l’altra corsia. E’ vero che gli alberi delle aiuole spartitraffico sono stati tagliati perché dissestavano la strada, peccato però che da allora non sia seguito nessun altro intervento e che il problema non sia stato risolto». Poi, la mancata rimozione della ceppaia d’albero tagliato, che si trova in posizione centrale tra via Pola e via Albona, aveva costituito un pericolo soprattutto in inverno, quando pioggia e neve ne riducevano la visibilità; segnalato il problema dal consigliere di minoranza Iacumin, Genova aveva provveduto a sistemare il sito mettendo in sicurezza l’area con cartelli e cordoli gialli. Circa gli auspicati lavori di sistemazione della strada, Genova ribadisce che si tratta di uno dei lavori in programma: «Attualmente, però, non possiamo intervenire perché il bus della scuola non riuscirebbe a girare. Abbiamo risposto in consiglio che realizzeremo senz’altro il lavoro al momento opportuno, cioè quando si libereranno i soldi bloccati dal patto di stabilità che sta ingessando le amministrazioni». Rosalba Tello



sabato 8 giugno 2013

Quote rose, giunta a rischio



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Quote rose, giunta a rischio (provincia di Udine)

Il presidente Fontanini: se servirà un’altra donna sarà esterna
Manzano, 7 giugno 2013
Il futuro della giunta Fontanini sarà svelato durante il consiglio provinciale di lunedì 24 giugno. Dopo la diffida presentata a palazzo Belgrado dai consiglieri del Gruppo Pd, l’intera questione è al vaglio degli uffici. «Ho già letto la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato la nomina della giunta di Civitavecchia formata da sei uomini e una sola donna – spiega il presidente – e ora dobbiamo capire se la specialità della Regione pesa all’interno della questione». Perché se servono due assessori donna per ristabilire la rappresentanza di genere al 40%, a palazzo Belgrado saranno esterni: nei banchi della maggioranza c’è un’unica donna, Lidia Driutti (Pdl), che però ricopre anche il ruolo di sindaco di Manzano, carica incompatibile con un assessorato. «Il mio partito ha presentato Barbara Zilli, ora la palla passa agli altri», sottolinea Fontanini. Ma la Provincia potrebbe essere costretta a salutare anche Zilli, destinata alla Regione nel caso in cui l’elezione dell’ex presidente di Promotur, Stefano Mazzolini, non dovesse essere convalidata. Il conto alla rovescia in vista della modifica è già scattato perché il gruppo democratico vuole una risposta quanto prima, altrimenti scatta il ricorso al Tar. «La parità di genere nella pubblica amministrazione trova riscontro nell’articolo 51 della Carta costituzionale – spiega il capogruppo in Provincia del Pd, Salvatore Spitaleri – e anche nello Statuto della Provincia». (m.z.)





sabato 1 giugno 2013

L’Unci premia a Rosazzo le eccellenze friulane






cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
L’Unci premia a Rosazzo le eccellenze friulane
Manzano: i riconoscimenti 2013 a Dosso, Specogna, Beltrame e Muradore Appello a politici e banche: investire nella scuola e sostenere di più i progetti 

Manzano, 1 giugno 2013
Nella Dosso, Graziano Specogna, Claudio Beltrame e Gianfranco Muradore sono i vincitori del Premio Friuli 2013 organizzato dall’Unci di Udine, che da 10 anni premia i friulani che si sono distinti nel campo scientifico, culturale, economico-imprenditoriale e sportivo, contribuendo allo sviluppo e alla promozione del territorio in cui operano. La Mb Paper’s, di Claudio Beltrame e Gianfranco Muradore, di Cormòns, produce filati di carta per i manici delle shopper delle principali griffe italiane, europee e mondiali; 35 dipendenti, di cui l'80% donne. Tra i loro clienti più importanti la Nespresso, che nei celebri spot con George Clooney ha messo in mostra anche i preziosi manici Made in Friuli. Graziano Specogna, di Rocca Bernarda, cura 18 ettari di vigneto, con 130 mila bottiglie di produzione in cantina; il 60% di clienti è internazionale, fra loro anche la Regina Elisabetta, Tom Cruise e Brad Pitt. La Pulitecnica Friulana, di Udine, opera nel settore dalle pulizia e manutenzione in ambito industriale, commerciale, sanitario e per la collettività. Oggi si avvale di un organico di oltre 800 dipendenti. I premi (sculture in argento della collezione “Ottaviani”) sono stati consegnati in Abbazia a Rosazzo. A fare gli onori di casa Carlo del Vecchio, presidente dell’Unci sezione di Udine, Franco Iacop, presidente del consiglio regionale, il deputato Gianluigi Gigli, Rosario Genova, vicesindaco di Manzano, Daniele Macorig, tra gli ideatori del premio. Beltrame e Muradore hanno lanciato un appello ai politici in sala e ai rappresentanti delle banche: «Al presidente Iacop vorremmo chiedere di non abbandonare la scuola, di investire nell’educazione dei bambini e dei ragazzi che rappresentano il nostro futuro; e alle banche, di valutare con più attenzione i progetti che vengono proposti ai loro uffici più che i bilanci». Rosalba Tello




Invasione di gatti a Case Appello a Comune e Asl







cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Invasione di gatti a Case Appello a Comune e Asl
Disagi da due anni per gli abitanti di via della Rosta, nella frazione di Manzano Segnalati escrementi diffusi, battaglie notturne, aggressività anche verso cani 

Manzano, 31 maggio 2013
Agguati agli uccellini e ai loro nidi, escrementi fuori delle porte, battaglie notturne, puzza, addirittura attacchi ai cani: i gatti sono amabili animaletti da compagnia, ma quando vivono allo stato brado possono anche diventare dannosi per altri animali e recare disturbo alle persone. Accade in via della Rosta, frazione di Case, dove una ventina di residenti, stufi di una situazione che si protrae da almeno due anni, hanno firmato una petizione, ieri protocollata in Comune e inviata anche all’Azienda sanitaria. Qualcuno li ha contati: sarebbero circa 30 e ospitano pure gli amici gatti che vivono a casa e scelgono questo tratto di strada per raduni o lotte fra bande. Purtroppo molti sono aggressivi e non temono neanche i cani chiusi nelle loro proprietà: uno di taglia piccola ha subito già due attacchi, mentre non si contano i resti dei poveri uccellini (e nidi) finiti male. In zona, piena di verde e alberi, non si vedono più scoiattoli e porcospini. «Una volta sono entrati in casa dal buco di sfiato della caldaia – racconta Fabrizio, uno dei residenti –, mi hanno devastato la cucina. Dalla finestra assisto ogni giorno alle loro lotte, di notte dormono sulle auto e la mia è tutta graffiata. Ma sono molto preoccupato soprattutto per gli uccellini: cinciallegre, canarini, merli e passerotti». Finora non si erano mai visti gatti così intraprendenti da salire fino in cima degli alberi per rubare le uova dai nidi. In realtà i gatti in via della Rosta ci sono sempre stati, grazie al buon cuore di alcuni pensionati che danno loro cibo e gli ampi edifici rurali dove gli animali possono rifugiarsi e offrire riparo alle loro cucciolate. Purtroppo i gatti randagi, non essendo sterilizzati, continuano a riprodursi e i residenti temono ora che la situazione diventi insostenibile. «Non polemizziamo con nessuno – aggiuge una residente –, è comprensibile che in Comune, tra le tante cose, possano non essere informati, chiediamo solo che qualcuno si preoccupi di questi gatti che stanno prolificando senza controllo». Unica nota positiva: in via della Rosta non sì è vista neanche più l’ombra di un topo. Rosalba Tello




giovedì 30 maggio 2013

«La giunta non dà risposte sul problema fognario»



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
«La giunta non dà risposte sul problema fognario»
Manzano: i gruppi d’opposizione attaccano sindaco Driutti e assessore Venturini «Atteggiamento attendista che danneggia chi ha fabbricati ancora non allacciati»

Manzano, 29 maggio 2013
 
Polemica sulle fognature: non ha soddisfatto l’opposizione la risposta del sindaco Lidia Driutti all’interrogazione sulla situazione fognaria posta dai gruppi di minoranza in consiglio. «Il sindaco non ha voluto rispondere mettendo in fila giustificazioni deboli – rilevano Iacumin, Pittino, Zamò, Piasentin e Fornasarig –, dal fatto che l’interrogazione era stata protocollata solo lunedì mattina, quando in realtà era stata presentata, rispettando le 48 ore di anticipo previste, già sabato 18 maggio alle 10 tramite Pec, all’asserzione secondo cui, in fondo, i consiglieri non necessitavano di una risposta immediata e che sarebbe stato meglio aspettare per poter avere una risposta più completa vista anche la (clamorosa) assenza dell’assessore ai lavori pubblici, Venturini, che non ha lasciato neanche una nota scritta con cui far sapere di essere a conoscenza del problema e di prendersene carico al più presto. Ciò ci fa sospettare che, forse, l’assenza sia stata di tipo strategico». La mancanza di una rapida risposta ai problemi posti sul caso dei fabbricati (alcuni edificati negli anni ’80) ancora sprovvisti di collegamento alla rete fognaria è considerata dalla minoranza «una mancanza nei nostri confronti, così come l’aver dovuto presentare sabato mattina l’interrogazione perché venuti a conoscenza della data del consiglio all’ultimo momento». Tutti i gruppi consiliari di minoranza hanno sottolineato che «tale atteggiamento attendista porta solo il prolungarsi dei problemi per le aziende interessate, che necessitano invece di risposte veloci per poter mantenere l’attività. Il problema delle fognature non è di facile soluzione, ma senza l’intervento dei gruppi consiliari di minoranza non sarebbe neanche emerso».
Rosalba Tello



martedì 28 maggio 2013

Ponte sul Natisone, presto una passerella a Manzano







cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Ponte sul Natisone, presto una passerella a Manzano
Manca solo il nullaosta della Provincia per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza
Genova: per meno di mille euro favorirà chi va a piedi come studenti e casalinghe 

Manzano, 28 maggio 2013
 
Manca solo il nullaosta della Provincia per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza dei pedoni sul Ponte del Natisone, che collega il centro abitato di Manzano alla frazione di Case. La passerella è attesa da anni soprattutto dai più giovani, che attraversano il ponte prevalentemente a piedi, e dalle tante massaie prive di auto che fanno la spesa nel capoluogo attraversando una strada adatta solo al transito automobilistico. «Una piccola opera dal costo di meno di mille euro, ma fondamentale dal punto di vista della sicurezza - spiega il vicesindaco Genova –. E’ stata deliberata in giunta e appena la Provincia ci autorizzerà a installare la segnaletica orizzontale per i pedoni, la realizzeremo in un mese». La strada provinciale sul ponte, attraversata da un consistente traffico di auto e bus, rappresenta l’unico collegamento tra il centro manzanese e Case; la stessa via porta al confine con la Slovenia, a Cividale e San Giovanni. «Sarà installata una segnaletica orizzontale in plastica, fissata a terra, di colore giallo alta 8 cm, per permettere una maggiore visibilità della corsia pedonale e dell’attraversamento di giorno e di notte. Farà pure da deterrente all’alta velocità». Il tratto da via Fornasarig a via De Gasperi è largo 8 metri: tre saranno lasciati per ogni senso di marcia, 15 cm è la distanza che resterà ai bordi della strada, 1,2 metri la larghezza della corsia pedonale, che sarà delimitata da un cordolo in plastica dotato di catarifrangenti, ben visibile ai veicoli. Prima del ponte saranno installati segnali che indicheranno il transito di pedoni e lo stesso passaggio pedonale. Cambierà pure la velocità, ridotta da 50 a 30 km l’ora. «La passerella – aggiunge Genova – sarà apprezzata soprattutto da studenti e casalinghe. L’attenzione alle esigenze dei cittadini è sempre alta. Abbiamo pure avviato la realizzazione di 4 aiuole spartitraffico nelle vie Francesco di Manzano, San Giorgio e della Roggia al posto dei “new jersey” di plastica». Rosalba Tello




venerdì 24 maggio 2013

«Subito un confronto tra Asdi e Regione per la superstrada»







cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
«Subito un confronto tra Asdi e Regione per la superstrada»
Lo propone il sindaco di Buttrio per la Manzano-Palmanova Tutti d’accordo all’assemblea della Sedia, anche Maurig 

Manzano, 24 maggio 2013
 
Aprire un tavolo di confronto sulla Manzano-Palmanova tra Asdi, portavoce degli interessi delle categorie e dei sindaci del Distretto, e la Regione. E’ quanto proposto dal sindaco di Buttrio, Tiziano Venturini, nell’assemblea dell’Asdi Sedia, invito raccolto da tutti i presenti e condiviso dal presidente Giusto Maurig. «Le barricate non portano da nessuna parte - ha detto Venturini -. Perciò, senza alcun pregiudizio da parte di nessuno, è ora di sedersi a un tavolo e di portare le nostre argomentazioni, sentendo chi è a capo della Regione per capire le sue intenzioni. Serracchiani indica una soluzione alternativa alla Manzano-Palmanova, quindi vediamo di cosa si tratta». La preoccupazione maggiore espressa dai sindaci è che i fondi vengano destinati ad altre infrastrutture o, addirittura, che tornino a Roma. E, poi, cosa comporterebbero le eventuali modifiche nel tracciato e nei tempi? L’eventuale risparmio verrà poi investito sul territorio? «Se così non fosse, dopo tanti anni di attesa questo sarebbe un ulteriore schiaffo per il Distretto», riferisce Maurig. Carlo Schiff, sindaco di Chiopris Viscone, auspica l’incontro con Debora Serracchiani «senza che si perdano tempo e soldi. Si può anche fare una valutazione sull’opera, basta che qualcosa si faccia, non si può ancora aspettare. Il ponte sul Torre, costruito nel ’67, è un intervento urgente: ha problemi di staticità sui piloni ed è stretto, deve essere rifatto, con o senza il collegamento veloce». «Il confronto con il nuovo presidente della Regione è necessario per capire le sue intenzioni – conferma il sindaco di Trivignano Roberto Fedele -, non si può prendere in considerazione una singola amministrazione (Palmanova), devono sentirci tutti. Le opere importanti vanno al di là dei colori politici, ragioniamo piuttosto sulle opere». «La questione non è politica ma legata alla situazione contingente - specifica Venturini -. È comprensibile il rammarico dei sindaci, appoggiati da due giunte regionali, di veder rimettere in discussione la strada, perché ciò significa rimandare ancora per anni. Legittima anche la preoccupazione sui fondi, che comunque - rassicura - non torneranno a Roma, rimarranno sul territorio». Rosalba Tello





Premio Friuli a tre aziende «Segnale contro la crisi»



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Premio Friuli a tre aziende «Segnale contro la crisi»
Riconoscimenti alla MbPaper’s, alla Specogna di Rocca Bernarda e alla Pulitecnica. Domenica la consegna all’Abbazia di Rosazzo, con la Bcc di Manzano  

Manzano, 23 maggio 2013
Un premio dedicato a tre imprese friulane che resistono. E che, nonostante la crisi, continuano a rinnovarsi e aprirsi nuovi mercati. «Volevamo dare un messaggio a tutti gli imprenditori: le aziende che abbiamo premiato devono essere un esempio per chi ha timore delle nuove sfide», ha detto Carlo Del Vecchio, presidente dell’Unione nazionale Cavalieri d’Italia, annunciando ieri, nella sala della Banca di credito cooperativo di Manzano, i nomi dei vincitori del premio Friuli. Sono la Mb Paper's di Cormons, l'azienda Specogna di Rocca Bernarda e la Pulitecnica Friulana. «Da dieci anni il premio riconosce il valore della gente della nostra terra che si è è realizzata in campo scientifico, economico, culturale e sportivo», ha commentato ancora Del Vecchio. Presenti in sala anche il vicesindaco di Manzano, Rosario Genova, e Daniele Macorig, promotore e giurato dell’iniziativa alla quale ha contribuito l’istituto di credito cooperativo. «Per statuto la nostra missione è sostenere lo sviluppo imprenditoriale e sociale di questo splendido territorio», ha dichiarato Angelo Zanutto, direttore generale della banca di Manzano, sottolineando la volontà di continuare a sostenere il premio Friuli. La cerimonia avverrà domenica mattina: alle 9.45 appuntamento nel piazzale dell’Abbazia di Rosazzo; alle 10, celebrazione della messa da parte di monsignor Franco Frilli. Al termine la consegna del premio: una pergamena e una scultura in argento della collezione “Ottaviani” raffigurante due mani congiunte a completamento di un corpo di donna. A riceverla saranno Claudio Beltrame e Gianfranco Muradore, i due imprenditori che, venuto meno l’indotto del distretto manzanese della sedia, hanno saputo far diventare la Mb Paper’s, una felice realtà nella produzione di filati di carta per manici di borsette: 35 dipendenti, 80 per cento donne, e tanti clienti di pregio. Tra questi la Nespresso che, nei suoi spot, ha messo in mano a George Clooney i manici Made in Friuli. Con i due soci di Cormons ci sarà anche Graziano Specogna titolare dell’omonima azienda vinicola: 18 ettari di vigneto, 130 mila bottiglie e il 60 per cento delle commesse all’estero. I terzi ad essere premiati saranno i rappresentanti della Pulitecnica Friulana, industria basata a Udine che opera nel settore della pulizia in ambito commerciale, sanitario e dei servizi, con una specializzazione nella manutenzione delle facciate storiche e un organico di oltre 800 dipendenti. Davide Lessi



«Inaccettabile il no regionale al raccordo con Palmanova»







cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
«Inaccettabile il no regionale al raccordo con Palmanova»
I sindaci di Manzano e San Giovanni contestano Serracchiani Martines nel mirino di Confindustria e di Confartigianato

Manzano, 23 maggio 2013
«Sicuramente non staremo zitti su questa decisione, ne parleremo con Serracchiani. Ci faremo sentire». Sulla Palmanova-Manzano il sindaco di Manzano. Lidia Driutti, non fa passi indietro, nemmeno dopo che il parere della Regione sul futuro di quest’opera sia ormai ben chiaro: non s’ha da fare. Piuttosto si destinino i soldi del collegamento veloce ad altre infrastrutture. Una decisione che si è abbattuta sui sindaci del Distretto, riuniti ieri sera in assemblea all’Asdi sedia proprio per discutere, assieme alle categorie, il da farsi dopo il «niet» di Serracchiani. «Studieremo una strategia da porre in atto nei confronti dalla Regione: siamo convinti che la Palmanova-Manzano sia l’unica valida alternativa alla crisi. Non è solo una strada, è un progetto di sviluppo», ribadisce Driutti. «Siamo davvero amareggiati – aggiunge il primo cittadino di San Giovanni al Natisone, Franco Costantini –, sappiano che una strada non risolve tutti i problemi, ma certamente favorirebbe l’area. Nel mio Comune, per esempio, alcune aziende si erano dichiarate interessate a insediarsi nel Distretto in previsione proprio della realizzazione dell’opera. Spero che a questo punto la presidente della Regione venga nel Distretto a spiegarci cosa intende fare per migliorare la viabilità della zona». Costantini era convinto che il progetto fosse ormai pienamente condiviso e che, andando in appalto l’opera, finalmente si procedesse coi lavori: «Della bretella di parla da otto anni, speravo fossero finite le prese di posizione. Ridimensionare l’opera significherebbe ripartire da zero. Ci interessa capire davvero che intenzione ha la Regione e se c’è volontà di trasferire quei soldi altrove». Le categorie non replicano a Serracchiani perché il loro “bersaglio” in realtà è un altro: il sindaco “dissidente” di Palmanova, Francesco Martines. «Mi asterrei anche dal fare commenti, non vorremmo prestarci alle polemiche che Martines alimenta sulla stampa – afferma il presidente di Confartigianato, Graziano Tilatti –. Però gli chiederemo cosa intende fare lui per il Distretto: ci faccia pure una lezione di economia, siamo pronti a imparare. Se Martines ha brillanti idee per salvare anche soli pochi posti di lavoro, allora noi siamo a disposizione». «Non getto fango su alcuno, come invece fa qualcun altro – rimarca, senza citare Martines, Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine –. Dico solo che in un Paese civile le opere non si progettano per arrivare a realizzarle 20 anni dopo. E lascio ad altri valutare questa constatazione. Il territorio allargato del Distretto non ha mai chiesto alcunchè in passato, oggi si ritrova abbandonato a stesso. Dobbiamo arrivare a una soluzione, che non è certo la lotta sui giornali». Rosalba Tello
Paniccia: la bretella non rappresenta più una priorità
MANZANO «Il progettato collegamento stradale Manzano-Palmanova non rientra più fra le priorità, a giudizio dell’Associazione piccole e medie industrie di Udine, né a livello regionale, né a livello locale». Per il presidente dell’Api Udine, Massimo Paniccia, non si tratta tanto di una contingenza con la crisi economica in atto, «poiché, se così fosse, quest’opera tornerebbe utile per rilanciare il settore delle costruzioni. Si tratta piuttosto di una valutazione sull’uso più razionale delle risorse finanziarie disponibili volte a miglioramento e ammodernamento della viabilità». «Come già rappresentato, a questo proposito, al neopresidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, andrebbe anche chiarito se le risorse già stanziate costituiscono un contributo dello Stato a fondo perso o sono alimentate da un mutuo che si deve ancora accendere – aggiunge Paniccia –. E, in ogni caso, va altrettanto precisato se possono essere dirottate su altre opere». Un secondo elemento di valutazione, conclude Paniccia, va ricercato nell’impatto ambientale dell’opera rispetto ad altre alternative e, quindi, per l’Api Udine è preferibile il collegamento della zona artigianale di San Vito al Torre col futuro casello autostradale di Aiello, oltre a riqualificare la viabilità locale. (r.t.)

Coppeto: quei soldi al mondo del lavoro
Cna
Non tutti i rappresentanti delle categorie concordano sull’utilità dell’opera: «Quella strada non mi ha mai convinto e a maggior ragione oggi sono soldi sprecati». Nello Coppeto, presidente regionale e provinciale degli artigiani Cna, conferma il «no» all’opera, come d’altronde ha sempre ribadito nel tempo: «Sarebbe denaro male investito, allo stato attuale ci sono ben altre priorità. Condivido appieno, perciò, quanto deciso dalla presidente Serracchiani: non abbiamo mica miliardi nel cassetto, il mondo del lavoro ha bisogno urgente di quei soldi. Altro che strade, qui dobbiamo sostenere le Pmi, aiutare artigiani e imprenditori a tenere in piedi le aziende». (r.t.)