mercoledì 19 agosto 2015

«No al riavvio dell’inceneritore»

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«No al riavvio dell’inceneritore»
 Visintini: siamo pronti a una mobilitazione contro l’amministrazione di Davide Vicedomini

Manzano, 19 Agosto 2015
  Torna l’incubo inceneritore a Manzinello. A lanciare l’allarme è il comitato ambiente di Manzano, che si dice «pronto a una mobilitazione – avverte il rappresentante Marino Visintini – qualora l’amministrazione non fornisse spiegazioni alla ventilata ipotesi di riapertura dell’impianto della ditta Nuova Romano Bolzicco». Una vicenda, quella dell’inceneritore, che si trascina, tra carte bollate, sequestri, incendi e fallimenti, dal 2001, quando il circolo di Legambiente chiese all’allora giunta di centro destra, alla Provincia di Udine e all’Arpa una serie di verifiche sulla tipologia dei rifiuti portati all’incenerimento. I controlli, effettuati successivamente a un esposto presentato in Procura, riscontrarono alcune irregolarità, tra cui il superamento del doppio dei valori limite normalmente stabiliti per le diossine. L’impianto fu poi sequestrato l’11 settembre 2007 dal corpo forestale regionale e dai carabinieri del Noe su disposizione del giudice per le indagini preliminari. Seguirono una serie di incendi. Tra il 2013 e il 2014 la vicenda sembrò concludersi con l’assoluzione del proprietario della ditta, Roberto Lovato, e il fallimento della Romano Bolzicco. Ma, in queste ultime settimane, l’interesse per l’inceneritore si è nuovamente riacceso, dopo che una nuova compagnia societaria si è aggiudicato all’asta l’intera area. «Non resteremo fermi – dice Visintini – siamo pronti a indire un’assemblea pubblica». Preoccupazione giunge anche dal comitato di Manzinello. «Non possiamo dimenticare il passato – dice l’attivista Livio Fantini – Vogliamo che la nostra salute venga tutelata e che si effettuino controlli sui rischi. Per anni abbiamo respirato le diossine emesse dai camini dell’impianto. E ora non vogliamo sia riavviato l’inceneritore». Il termovalorizzatore era nato per distruggere gli scarti del legno provenienti dal Triangolo della Sedia «poi – afferma Fantini – non è stato così. L’inceneritore bruciava anche vernice e plastica. E temiamo che questo possa ripetersi». Il comitato, a seguito del riavvio dei lavori nelle ultime settimane, aveva preso contatto con l’amministrazione «ma l’incontro – precisa Fantini – è stato spostato a settembre».

Fusioni, la Regione accelera Fi attacca: decidano i sindaci

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Fusioni, la Regione accelera Fi attacca: decidano i sindaci
 Troppi i micro municipi in Fvg, previsti maggiori incentivi per l’aggregazione

Udine, 19 Agosto 2015
  Entro il 15 settembre tutte le amministrazioni comunali del Fvg dovranno indicare alla Regione eventuali proposte, segnalazioni e indicazioni su possibili accorpamenti prima che la giunta, come previsto dalla legge di riforma degli enti locali, stili il suo primo “Programma annuale delle fusioni”. L’assessore Paolo Panontin, dunque, accelera e prosegue nel piano di ridefinizione della geografia del Fvg, ma la lettera inviata a tutti i Comuni – datata 31 luglio e che indica in 45 giorni il tempo a disposizione da parte delle amministrazioni per inviare le proprie note – scatena una piccola bufera politica. Riccardo Riccardi, in particolare, si scaglia contro l’assessore come «una caricatura felliniana».
Lettera Nella mail inviata ai Comuni Panontin ribadisce quella che, a suo avviso, è una necessità impellente: la riduzione del numero delle amministrazioni locali. Un percorso tutt’altro che semplice se pensiamo come, a oggi, sono soltanto tre i Comuni nati da fusione: Campolongo Tapogliano, Rivignano Teor e Valvasone Arzene. «La maggior parte dei Comuni (128 su 216, ossia il 59,3 per cento del totale) – scrive l’assessore - ha una popolazione inferiore a 3 mila residenti e vi risiede soltanto il 15,4 per cento degli abitanti. In molti casi, inoltre, a una struttura demografica debole corrisponde un territorio vasto e oneroso da gestire nonostante sappiamo che nella maggior parte dei casi tali Comuni sono ubicati su territori contigui, hanno medesime caratteristiche geografiche ed economiche, presentano una struttura organizzativa simile, con uffici che svolgono le stesse attività». Da qui la necessità «di razionalizzare l’amministrazione locale» per renderla più economica ed efficiente.
Programma Dopo il 15 settembre, dunque, Panontin tenendo conto delle indicazioni emesse dagli enti locali predisporrà il suo primo “Programma annuale delle fusioni” – anticipato da uno studio di fattibilità - che verrà sottoposto ai Comuni interessati per l’espressione di un parere motivato sul progetto da parte dei rispettivi consigli. Dopo questa fase, in cui gli amministratori possono coinvolgere i cittadini, la giunta approverà il piano definitivo organizzando i referendum consultivi e, in caso di esito positivo, procederà alla predisposizione del nuovo Comune nato dalla fusione. Per stimolare le aggregazioni, inoltre, Panontin ha studiato una serie di incentivi che permetteranno a chi decide di fondersi di derogare dal Patto di stabilità e dal limiti delle assunzioni oltre a ricevere appositi finanziamenti straordinari dopo la fusione. Nel dettaglio l’ammontare dell’assegnazione, per i primi tre anni dall’Unione, è compreso tra 100 e 300 mila euro per il nuovo ente con una popolazione sino a 5 mila abitanti, tra 300 mila e 400 mila per quelli sino a 15 mila e tra 400 mila e 500 per i Comuni con più di 15 mila residenti, mentre per il biennio successivo i fondi vengono decurtati del 50 per cento.
Forza Italia Tutto nella norma? Non per Forza Italia che si scaglia, pesantemente, contro l’assessore. «Mentre Panontin sarà sotto l’ombrellone – attacca il capogruppo Riccardo Riccardi – come gli è già capitato tempo fa in mezzo a qualche emergenza di protezione civile, i sindaci sono chiamati entro il 15 settembre a presentare le loro osservazioni sulla bozza di un vademecum. Si dice osservazione ma non si capisce verso che cosa. L’avvio di questa fase è un ulteriore elemento di confusione e di arroganza che questa giunta innesta nel sistema degli enti locali. In pieno agosto, quando l’attività amministrativa per ovvi e ragionevoli motivi non è proprio al massimo della sua espressione, l’assessore invita i Comuni a dare il proprio contributo al programma delle fusioni, ma alla fine fa sapere che non decideranno né i sindaci né i cittadini, ma lo farà direttamente l’amministrazione regionale. Tutto questo mentre gli stessi Comuni sono alle prese con un lavoro non proprio banale: la scrittura degli statuti che regoleranno Uti». Un problema che non è soltanto di forma, per Riccardi, ma anche di sostanza. «Nessuno intende sottrarsi – conclude - alla necessità di risparmiare e razionalizzare, ma la furia riformatrice non può calpestare impunemente l’identità territoriale, i diritti tutelati dalla Costituzione e il ruolo dei sindaci, eletti dai cittadini ma trattati da questa giunta come zerbini e ridotti a una funzione meramente contemplativa. La bocciatura dell’Uti Udinese, dopo Gemonese e Medio Friuli, dovrebbe far capire a Panontin, ma prima ancora a Serracchiani, che le riforme fatte a colpi di commissari e tribunali sono il fallimento della politica. Colgano il dissenso silenzioso anche di molti sindaci del Pd e fermino questo scempio istituzionale». 

Juniores regionali a sorpresa: non c’è la Manzanese

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Juniores regionali a sorpresa: non c’è la Manzanese

Manzano, 17 Agosto 2015
  Juniores regionali con sorpresa. Una brutta sorpresa, perchè dall’elenco delle squadre che parteciperanno al prossimo campionato manca niente meno che il nome della Manzanese. Un’assenza che fa rumore visto che gli arancioni nelle ultime stagioni hanno vinto titoli su titoli, facendo anche strada nella fase nazionale. Evidentemente, un segnale delle difficoltà attraversate dal settore giovanile manzanese, da sempre uno dei più competitivi e qualitativamente importanti del panorama regionale.
Questo l’organico dei due gironi per l’edizione 2015/2016.
Girone A: Casarsa, Chions, Cjarlins Muzane, Fiume Veneto Bannia, Cordenons, Flaibano, Gemonese, Lignano, Prata Falchi Visinale, Pravisdomini, Sanvitese, Spal Cordovado, Tolmezzo, Torre Pordenone, Tricesimo e Union Pasiano.
Girone B: Domio, Lumignacco, Kras, Ol3, Pro Cervignano, Ronchi, San Giovanni, San Luigi, Sangiorgina, Sant’Andrea San Vito, Sevegliano, Trieste calcio, Valnatisone, Vesna, Virtus Corno e Zaule. Per quanto riguarda il campionato, confermata la formula che vuole al termine della fase regolare la finalissima tra le due squadre che avranno vinto i gironi con in palio il titolo regionale. 


venerdì 14 agosto 2015

Visitare l’Abbazia? A ferragosto non si può

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Visitare l’Abbazia? A ferragosto non si può
 Manzano, proteste dei turisti per la chiusura del complesso sino a domenica. E nel cortile sostano auto abbandonate

Manzano, 14 Agosto 2015
  Si sono svegliati di buona mattina. Colazione, doccia veloce e via, con destinazione l’Abbazia di Rosazzo, uno dei gioiellini architettonici e delle principali attrazioni turistiche che il Manzanese è in grado di offrire ai propri ospiti. Ma arrivati sulla sommità della salita, con il complesso religioso, che secondo la tradizione deve le sue origini al passaggio dell’eremita Alemanno a caccia di un luogo dove trovare in solitaria la pace dell’anima, in vista, ecco l’amara sorpresa per il gruppetto di turisti in gita in Friuli: l’Abbazia, come recita il cartello posto all’esterno del cancello, è chiusa dal 10 al 15 agosto e riaprirà soltanto domenica. Lavori in corso? Ristrutturazioni? Un problema imprevisto? Il cartello non lo spiega e il sospetto dei visitatori, nemmeno troppo velato, è che la chiusura sia dovuta alle ferie ferragostane. Lo stesso periodo, in altre parole, in cui il flusso di turisti, anche in Fvg e nel Manzanese, tocca il suo picco massimo.
Proteste
In una realtà piccola come quella friulana, si sa, le voci corrono veloci e si diffondono rapidamente, specialmente in un’epoca in cui i social network elevano al cubo ogni piccolo spiffero. E così le lamentele che il gruppetto di turisti ha celermente riportato alla struttura che gli ospitava sono diventati virali. Sul gruppo Facebook “Manzano capitale della sedia”, ad esempio, è stata postata una foto del cartello con il testo «Abbazia chiusa fino al 15 Agosto, chiediamo scusa alla coppia di Lecco che questa mattina voleva visitarla, puntiamo sul turismo? Anche a Manzano nel nostro piccolo ce ne freghiamo!!!». Non una bella figura, onestamente, quella di trovare tutto chiuso – con tanto di lucchetto impedendo così ai turisti pure il semplice accesso alla terrazza esterna da dove scattare una serie di foto panoramiche –, in barba al claim di Turismo Fvg che invita a gustarsi “Live” la nostra Regione. Ma le proteste, di chi in Friuli soggiorna per qualche giorno e pure di una mezza dozzina di manzanesi che hanno segnalato la situazione al nostro giornale, sono legate anche alla qualità dell’informazione turistica che viene veicolata ai visitatori. Se, infatti, sul portale dell’Abbazia di Rosazzo quantomeno si segnala, correttamente, la chiusura della struttura sino al 16 agosto, lo stesso non si può dire dei canali ufficiali utilizzati dall’amministrazione comunale di Manzano, sul cui territorio ricade il complesso religioso. Sul sito internet www.manzanoturismo.it - inaugurato una manciata di mesi fa - non è segnalato nulla, e l’ultima news ufficiale è datata 6 giugno, al pari della pagina ufficiale su Facebook dove il post più recente risale addirittura al 19 marzo, cioè al giorno della presentazione, tra l’altro proprio in Abbazia.
Auto abbandonate
Struttura “off limits”, dunque, ma i problemi, e le gaffe – almeno a livello d’immagine – non sono finite qui. Gli stessi viaggiatori costretti a rinunciare alla visita all’Abbazia, infatti, hanno anche notato un altro cartello, oltre a quello della chiusura, in cui i gestori del complesso declinano ogni responsabilità per gli oggetti lasciati incustoditi all’interno delle automobili. Una chiarezza espositiva, e un contemporaneo avviso a chiunque transiti in zona, a cui, però, non corrisponde una cura e un’attenzione generale di pari livello per il cortile esterno. Basta una rapida occhiata, testimoniata dalle foto, per notare due automobili abbandonate da settimane, se non mesi, nell’incuria più totale e nell’indifferenza di tutti. Una delle due vetture, in particolare, ha pure il lunotto posteriore completamente distrutto, con i vetri ancora in bella presenza e che nessuno si è mai deciso ad asportare.


mercoledì 5 agosto 2015

«Riunire i consigli per la fusione di Manzano con San Giovanni»

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«Riunire i consigli per la fusione di Manzano con San Giovanni»
 
Manzano, 5 Agosto 2015
  «Auspico che i sindaci facciano propria l’iniziativa del comitato promotore convocando d’urgenza i consigli e ponendo in agenda la fusione dei Comuni di Manzano e San Giovanni». È un’accelerazione quella che Daniele Macorig, capogruppo di Ricostruiamo Manzano, cerca di imporre al percorso di unione. «Si eviterebbe – dice l’esponente di opposizione – la raccolta di .1500 firme ottenendo una notevole riduzione di passaggi burocratici». Macorig prende spunto dalle ultime affermazioni dei sindaci Mauro Iacumin e Valter Braida. «La fusione fa parte del nostro programma – avevano detto –. Ma è meglio attendere prima l’Uti». «Meglio tardi che mai – risponde Macorig –. Prendiamo atto di questo cambio di rotta della maggioranza di Manzano, da sempre contraria alla fusione. Troviamo però riduttivo il principio di delegare tutte le decisioni politiche e amministrative all’assemblea dei sindaci dell’Uti guidata da un Comune terzo, Cividale, e non Manzano». «Troviamo inoltre miope da parte del sindaco Iacumin non considerare la riduzione dei costi della politica che si avrebbe con la fusione, con un solo sindaco, un solo consiglio, un solo segretario, e della struttura burocratica, con dimezzamento delle posizioni organizzative degli uffici. Senza considerare le potenzialità delle risorse economiche aggiuntive». (d.v.)
 

martedì 4 agosto 2015

«La fusione dei Comuni? Sì, ma prima l’Uti»

Rassegna Stampa - Agosto 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«La fusione dei Comuni? Sì, ma prima l’Uti»
 I sindaci di Manzano e di San Giovanni al Natisone hanno incontrato l’assessore regionale Panontin
 
Manzano, 4 Agosto 2015
   Favorevoli alla fusione tra i due Comuni: è questa la posizione che i sindaci di Manzano, Mauro Iacumin, e di San Giovanni al Natisone, Valter Braida, hanno riportato ieri all’assessore alle autonomie locali della Regione Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin, nel corso di un incontro tenutosi a Udine. Iacumin e Braida hanno anche rimarcato come le rispettive amministrazioni comunali siano fortemente impegnate nel percorso di costituzione dell’Unione territoriale intercomunale (Uti) del Natisone e, quindi, ritengono opportuno che il processo venga affrontato in un momento successivo alla costituzione dell’unione. «L’incontro di ieri – ha commentato l’assessore Panontin – mi ha fornito un quadro esaustivo della situazione per quel che riguarda la possibile fusione». «Ho potuto constatare – ha aggiunto l’esponente dell’amministrazione Serracchiani – la sostanziale condivisione del progetto che, a loro giudizio, per avere buone chance di riuscita necessita di tempi adeguati». «Ho garantito ai due sindaci – ha concluso l’assessore Panontin – che, se il processo di fusione prenderà avvio, terremo presente questa loro istanza, anche per garantire da parte della Regione un accompagnamento fattivo nel segno della massima condivisione». I sindaci, infatti, nel ricordare che le precedenti amministrazioni locali non avevano mai affrontato il tema della fusione dei due Comuni, hanno sottolineato anche che questi processi richiedono adeguati tempi di maturazione presso la popolazione, necessari per far crescere nei cittadini la consapevolezza della bontà dell’iniziativa anche in vista del futuro referendum consultivo che dovrà conseguire il voto favorevole della maggioranza dei voti espressi.
 

domenica 2 agosto 2015

«Manzano e San Giovanni restino divisi»

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«Manzano e San Giovanni restino divisi»
 L’opinione dei parroci. Don Paoloni contrario alla fusione tra i due Comuni. Don Rivetti: «Le sinergie possono funzionare»

Manzano, 31 Luglio 2015
   «I tempi per la fusione non sono maturi». A dirlo è il parroco di San Giovanni al Natisone, don Luigi Paoloni, che rimarca il rischio che «i matrimoni di interesse alla fine, come spesso accade, possano naufragare» e come «i cittadini non sentano più di tanto questa esigenza». La Chiesa prende posizione sulla ventilata fusione tra Manzano e San Giovanni al Natisone. Ma i pareri sono contrastanti. «La fusione – spiega don Paoloni – è certamente auspicabile. Ma la gente è più interessata ai servizi che i comuni possono dare. La parte più anziana del paese, a mio parere, difficilmente accetterà questa unione. Ci tengono al loro paese e alle loro tradizioni». Secondo il parroco non mancano le difficoltà «Già le associazioni fanno difficoltà a fare rete. Figuriamoci se a fondersi sono due comuni. E poi, comunque, non dobbiamo vedere il campanilismo sempre nella sua accezione negativa. È anche una questione di orgoglio». Dall’altro lato ci sono anche i vantaggi «Auspico che tutto ciò porti a una semplificazione della macchina burocratica, a minori spese. Di sicuro per il mondo imprenditoriale è un’opportunità, ma i matrimoni di interesse non portano da nessuna parte, anzi non vivono molto a lungo». Don Paoloni cita infine l’Uti «In questo momento non sappiamo quali vantaggi o meno porterà l’Unione territoriale intercomunale. Quindi pare quanto mai inopportuno parlare adesso di fusione».
E sulla politica dei piccoli passi è d’accordo anche il diacono di Villanova dello Judrio, don Renato Zoff: «Meglio iniziare da alcune collaborazioni, peraltro già esistenti tra i due territori, e poi parlare di fusione - dice -. Sarebbe più auspicabile un lasso di tempo di 5 anni. Forse stiamo correndo troppo». Don Zoff, però, benedice l’unione che dovrebbe portare alla costituzione del comune unico, Manzano San Giovanni al Natisone. «Ormai non possiamo pensare più al nostro orticello. I tempi sono cambiati. Piccolo è bello, ma le sinergie hanno dimostrato di funzionare di più».
Don Nino Rivetti, parroco di Manzano, lancia, invece, un appello affinché «la cittadinanza venga messa al centro della fusione, prima degli interessi personali. La gente, che già si sente delusa dal clima politico in generale, non deve subire questo passaggio, ma deve diventare protagonista». Don Rivetti prende in considerazione la grave situazione di crisi economica per fare le proprie valutazioni «Non possiamo – spiega - non considerare i tanti capannoni chiusi. Ricette giuste per ripartire non ci sono, ma la fusione potrebbe essere un buon tentativo per voltare pagina». «Il Distretto della Sedia – conclude - ha portato questi due comuni a essere conosciuti in tutto il mondo. Ma ormai non possiamo più guardare al passato. Manzano e San Giovanni al Natisone hanno molte affinità. E bisogna guardare al nuovo”.

giovedì 30 luglio 2015

I sindaci di Manzano e San Giovanni «Prima si faccia l’Uti, poi la fusione»

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
I sindaci di Manzano e San Giovanni «Prima si faccia l’Uti, poi la fusione»
 Iacumin e Braida d’accordo: l’ipotesi delle minoranze non ci vede contrari, ma sbagliati i tempi «Non si possono accumulare tante modifiche gestionali che cadrebbero tutte nello stesso periodo»
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Manzano, 30 Luglio 2015
  Prima l’Uti, poi la fusione. Mauro Iacumin e Valter Braida, rispettivamente sindaco di Manzano e di San Giovanni al Natisone, non si dicono contrari all’idea di fusione dei due comuni, ma aggiungono che «sarebbe stato meglio attendere l’entrata in vigore dell’unione territoriale intercomunale». Il grosso rischio, secondo i due primi cittadini, «è quello di andare incontro a due modifiche gestionali nello stesso periodo con grosse complicazioni per la macchina amministrativa». Calendario alla mano, infatti, l’Uti del Natisone, nel quale saranno compresi i due territori, partirà il primo gennaio del 2016 per andare a regime nei primi mesi del 2017. L’iter della fusione, che dovrebbe portare alla nascita dell’unico comune Manzano San Giovanni al Natisone, prevede, invece, che la raccolta delle firme necessarie al referendum inizi a settembre. I promotori avranno poi cinque mesi di tempo per portare 1500 sottoscrizioni - pari al 15% degli elettori - alla Regione, che avrà, a sua volta, altri tre mesi per esaminare tutti i documenti. Saranno infine i consigli comunali a esprimersi. In sostanza, se tutto andrà a buon fine, la fusione andrà a compimento non prima della fine del 2016, o addirittura dell’inizio del 2017, in coincidenza, con l’entrata a regime dell’Uti. «Di fusione ne stiamo parlando dal primo giorno del nostro insediamento dopo le elezioni – dicono Iacumin e Braida – Fa parte del nostro programma, iniziato con una serie di collaborazioni che stiamo portando avanti. Ma in questo momento è più conveniente parlare di Uti, un passaggio propedeutico che riteniamo obbligato». I due sindaci bacchettano poi le quattro liste civiche di minoranza che hanno promosso la fusione «Si dicono contrarie all’Uti, ma forse non sanno che rinunciare a questa Unione avrebbe significato perdere il 30% dei trasferimenti annui dalla Regione, che per un comune ad esempio come Manzano – spiega Iacumin – vorrebbe dire 600 mila euro». Se fusione deve essere, «allora – si interrogano i due amministratori – perché non è stata fatta nel 2006, quando il vantaggio economico sarebbe stato di 5 milioni di euro e non un milione e 600 mila come è adesso?». «Ci è stato detto – tuona Iacumin – che nel 2006 non c’era la necessità. Eppure la crisi nel Distretto della Sedia è iniziata nel 2000. Qualcuno evidentemente ha peccato di scarsa lungimiranza, oppure ha difeso il proprio campanile, che ora non ha più». «La fusione andava fatta dieci anni fa – concludono i sindaci di Manzano e San Giovanni al Natisone – Ora qualcuno si è svegliato all’improvviso credendo di aver scoperto l’acqua calda».
di Davide Vicedomini
 
Grattoni (Ln): nessuno affermi la propria superiorità
 
SAN GIOVANNI AL NATISONE
Nessuno tocchi la fusione. A dirlo è Zorro Grattoni, ex vice-sindaco di San Giovanni al Natisone ed ora consigliere provinciale nelle file della Lega Nord, che mette le mani avanti a eventuali desideri egemoni di uno dei due Comuni nel progetto di unione. «Il progetto di fusione è la migliore situazione ottenibile – dice - ma nella storia del manzanese qualcuno ha sempre messo le mani avanti per affermare la propria superiorità e la gente, seguita puntualmente dagli amministratori locali, trascurando ogni ragione mossa dalla necessità di abbattimento dei costi di palazzo, ha sempre preferito chiudersi in orgogliosa difesa dello status quo». Grattoni lancia, quindi, un appello ai promotori dell’iniziativa di fusione «Bisogna assicurare alla popolazione una perfetta conoscenza dell’operazione nei suoi dettagli, al fine di garantire un voto pienamente consapevole. Solo questo – conclude - può garantire che il lunedì successivo al voto di un eventuale referendum, la maggioranza dei cittadini dei due Comuni, si riconoscano come cittadini di un unico Comune». (da.vi.)
 
 

martedì 28 luglio 2015

Sfondano la vetrina per rubare e poi fuggono

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Sfondano la vetrina per rubare e poi fuggono
 Nuovo tentato colpo all’Eurospar, ma entrano in funzione l’allarme e anche i fumogeni

Manzano, 28 Luglio 2015
  Hanno usato la macchina come ariete, ma il tentativo di furto è andato a vuoto. Ancora una volta, come era già successo un mese fa, è stato preso di mira l’Eurospar di via Zorutti a Manzano. I malviventi sono entrati in azione l’altra notte, ma non sono riusciti a sottrarre il bottino. Erano da poco passate le due quando un Alfa Romeo 75 vecchio modello ha sfondato la vetrina del supermercato. L’auto era stata rubata poco prima sempre a Manzano. A far desistere i ladri sono stati i fumogeni che sono subito entrati prontamente in funzione creando una densa cortina probabilmente inattesa dai malviventi, i quali non hanno potuto far altro che scappare nelle campagne circostanti abbandonando l’auto davanti all’ingresso dell’Eurospar. Sul posto per le indagini è giunta la polizia dalla questura di Udine. Già un mese fa il supermercato era stato preso di mira da ignoti. Anche in quel caso era stata utilizzata un’auto come ariete per sfondare l’ingresso. Ma come è successo ieri notte il colpo non era riuscito, in quell’occasione a causa dell’allarme scattato immediatamente. Vista l’esperienza, nel frattempo i proprietari del centro hanno avuto anche l’accortezza di installare i fumogeni, che hanno funzionato da deterrente e spinto alla fuga i ladri. Nell’ultimo mese sono diversi i colpi portati a segno (o solo tentati) ai danni di supermercati ad opera della cosiddetta “banda delle casseforti”, sia nella zona del Cividalese sia in quella Collinare. (da.vi.)

Manzano e San Giovanni, prove di fusione

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Manzano e San Giovanni, prove di fusione
 La proposta per una realtà di 12.500 abitanti presentata in Regione. Panontin: confidiamo in un progetto largamente condiviso
 UDINE, 28 luglio 2015
  Divise dal Natisone, ma unite dal Distretto della sedia. Manzano e San Giovanni tentano la carta della fusione per uscire dalla crisi economica. Quattro liste civiche, che siedono nei banchi dell’opposizione, hanno presentato ieri in Regione, alla presenza dell’assessore Paolo Panontin, la proposta per l’istituzione di una nuova realtà. Il Comune unico, se l’iter avrà buon fine, si chiamerà Manzano San Giovanni al Natisone, avrà una popolazione superiore ai 12.500 abitanti, un solo sindaco e un unico consiglio comunale. Ma i vantaggi non si fermeranno qui. Secondo Daniele Macorig, capogruppo del gruppo consiliare “Ricostruiamo Manzano” (Daniele Macorig, Daniela Beltramini e Rosario Genova), «il nuovo Comune beneficerà di un ulteriore contributo regionale di 1 milione e 600 mila euro e potrà operare nei cinque anni successivi alla fusione senza i vincoli imposti dal patto di stabilità». Cento le sottoscrizioni raggiunte: tra queste hanno apposto la firma ex sindaci, assessori e imprenditori della zona. Più servizi e meno tasse: questa è l’equazione che ha spinto i quattro gruppi a presentare la proposta che ora dovrà raccogliere le firme dei cittadini prima del referendum finale. «Riusciremo a dare più servizi a meno costi – ha illustrato Cesare Mangoni del gruppo “Movimento Libero” di San Giovanni –. Ormai i vecchi campanili non hanno più senso di esistere. La popolazione è matura per prendere una decisione». Secondo i proponenti del nuovo Comune, un’unica gestione urbanistica–ambientale dovrebbe «favorire una migliore visione strategica del territorio sia per quanto riguarda l’omogeneità delle zone produttive e residenziali sia per quanto riguarda la viabilità». «Abbiamo considerato l’omogeneità dei Comuni dal punto di vista economico e sociale – ha detto Giusto Maurig di “Progetto Comune” di San Giovanni – dei servizi e delle esperienze associative già in essere tra le due amministrazioni. La proposta è quindi sembrata naturale». La finalità è quella di sviluppare nuove strategie per lo sviluppo dell’area del Distretto della Sedia, oggi alla ricerca di una nuova identità dopo la crisi degli ultimi otto anni, e alle prese con la metamorfosi dell’Asdi, diventata cluster per il settore della casa. «Il tessuto sociale è similare – ha puntualizzato Lorenzo Alessio di Progetto Manzano – e pure le realtà artigianali, industriali e vitivinicole sono omogenee. Non c’è alcuna disparità nemmeno nel numero della popolazione. Oggi ci giochiamo una fetta importante del nostro futuro. Siamo contrari al disegno delle Uti, mentre la fusione è la strada giusta per razionalizzare i servizi». A benedire l’avvio dell’iter della nuova realtà l’assessore regionale agli enti locali, Paolo Panontin: «Confidiamo che il progetto vada a buon fine e venga largamente condiviso. Questo tentativo, a cui spero ne seguiranno altri, ha già un modello che nel Goriziano vede per protagonisti Ronchi, Monfalcone e Staranzano. Le Uti, nonostante alcune contrarietà, restano comunque una risorsa». Davide Vicedomini 






qui manzano
Zamò Pierluigi: facciamo da traino come capitale della sedia
MANZANO «Meglio tardi che mai. Mi auguro che Manzano in questa fusione faccia da traino, perché capitale della sedia». Parola di Pierluigi Zamò. Il noto viticoltore sa quanto è importante l’aggregazione. A insegnarlo sono gli stessi imprenditori. Sa che il “fasìn di bessòi” non paga più come una volta. Il mondo è cambiato e anche il Friuli deve adeguarsi alla globalizzazione. «Questa fusione va fatta. Anzi andava fatta prima – dice -. E ora spero che si arrivi a una rapida conclusione». Zamò usa il gergo calcistico per paragonare l’attuale momento: «Stiamo giocando in Terza categoria. Bisogna invece scendere sempre in campo per vincere». La sua è una vera e propria invettiva nei confronti dei Comuni: «Non possiamo più permetterci di avere realtà così piccole. Manzano e San Giovanni al Natisone sono realtà contigue, hanno un tessuto sociale similare. Le stesse realtà industriali sono omogenee. Cosa vuol dire oggi essere di Manzano o di San Giovanni? Che differenza c’è? Io non mi sento diverso se passo da un Comune all’altro». Basta, dunque, con i campanilismi. Basta con le lotte di quartiere per tenersi stretto il proprio orticello. «Ci facciamo ridere dal mondo intero – continua –. Noi siamo una regione di un milione e duecentomila abitanti, che potrebbe essere benissimo il quartiere di una città della Cina. E stiamo qui a discutere ancora di un unico Comune di dodicimila abitanti». Zamò, poi, rincara la dose portando qualche esempio. «Io penso che San Giovanni al Natisone sia l’unico Comune al mondo che abbia quattro squadre in Seconda categoria. Vi sembra possibile?». L’imprenditore manzanese si augura che la fusione porti benefici al territorio della sedia «e che si giunga finalmente a una semplificazione dei servizi. Avremo un unico sindaco, ma non dobbiamo soffermarci solo a questo. Noi dobbiamo guardare a quanto stanno correndo gli altri Paesi – prosegue –. Non dobbiamo più volgere lo sguardo al passato. È il mondo che impone delle regole e noi dobbiamo adeguarci. Dobbiamo avere una visione più larga. Come facciamo a sostenere con i costi Comuni piccoli, come Dogna e Stregna ad esempio? Per il cittadino tutto ciò si traduce in spese di non poco conto». (da.vi.) 






qui san giovanni
Gli imprenditori: avanti ma tutti con pari dignità
SAN GIOVANNI Quando si parla di riforme degli enti locali che possano nel tempo portare a una significativa riduzione della spesa pubblica, e a un miglioramento dei servizi ai cittadini, è difficile trovare contrarietà anche nel mondo dell’imprenditoria, compreso quello di San Giovanni al Natisone, che guarda appunto con favore alla probabile fusione con quello di Manzano. Nel contempo, però, si riscontrano anche inviti a usare la necessaria dose di saggezza tra chi deve fare questa scelta considerata un passo strategico per il futuro del territorio, anche per scongiurare che l’uno possa primeggiare a sfavore dell’altro. Quindi nel rispetto della dignità di ognuno. «Quello della fusione è sicuramente il più importante e complesso percorso che un Comune possa intraprendere sotto molti punti di vista, sia organizzativi che di mentalità - asserisce Dario Macorig, titolare del Campiello, rinomato ristorante molto frequentato dall’imprenditoria locale -. Credo sia un processo che vada affrontato senza fretta e con le dovute modalità. San Giovanni al Natisone e Manzano sono due entità ben distinte e due realtà economiche similari e questo suggerisce anche attenzione. È fondamentale mostrare come si possano associare i servizi lavorando insieme, dimostrando che in questo modo ci sono vantaggi per tutti». «Concettualmente, concordo nel progetto di fusione dei due Comuni - gli fa eco Gianni Urbancig, titolare dell’industria sedie Zilco 2 -, ma è un processo che va affrontato con convinzione, non guardato alla sola opportunità odierna, ma con una visione molto più lontana. Mettere insieme sinergie e funzioni amministrative può essere la strada per un futuro migliore, ma ogni cosa va affrontata collegialmente e con lungimiranza». «Non vorrei ci si trovasse come spesso si è verificato tra Manzano e San Giovanni nell’esser prima fermamente convinti di fare le cose insieme e poi invece nel concreto risultare degli individualisti, come purtroppo si è verificato nel calcio», osserva infine il contitolare di un’altra azienda importante del settore legno-arredo. «Ben venga - aggiuge - la fusione tra San Giovanni e Manzano, ma nessuno deve prevalere sull’altro se vogliamo veramente contare a livello territoriale e regionale». Giorgio Mainardis 

sabato 25 luglio 2015

Estinti mutui per 112 mila euro

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Estinti mutui per 112 mila euro
 Passa il bilancio consuntivo, ma l’opposizione va all’attacco

Manzano, 22 Luglio 2015
 Si chiude con un avanzo di amministrazione di 565 mila euro il rendiconto di gestione per il 2014 del Comune di Manzano «un buon risultato - secondo il sindaco Mauro Iacumin - visto che in soli sette mesi siamo riusciti ad aumentare gli investimenti, ad abbassare le spese correnti, a realizzare maggior parte dei progetti che ci eravamo prefissati, a mantenere la tassazione ai livelli precedenti e a estinguere anticipatamente mutui per un valore di 112 mila euro». Ma la minoranza attacca «È un consuntivo da bocciare. Un avanzo così elevato denota che l’amministrazione non sa come spendere i soldi». L’avanzo deriva da risparmi di spesa per 159 mila euro e per il restante dalla gestione dei residui per l’anno 2013 e dall’avanzo degli esercizi precedenti non applicato.Nel 2014 risultano positivi anche i parametri di deficit, che invece rilevavano un dato negativo nel 2013 (incidenza dei residui passivi sugli impegni correnti). «Questo significa - ha precisato Iacumin - che nel 2014 l’ente ha ridotto i tempi per il pagamento delle fatture ai fornitori». «La macchina amministrativa si è spenta - ha tuonato Lorenzo Alessio, capogruppo di Progetto Manzano - Va ricordato che nel 2014 questa amministrazione ha applicato la Tasi e in questo momento non si può andare a chiedere i sacrifici ai cittadini». Dello stesso avviso il collega di lista Patrick Stacco «Questa amministrazione è impreparata e il bilancio è stato imposto dagli uffici». Voto contrario anche da Ricostruiamo Manzano «Il bilancio è di una povertà unica» questa la posizione del capogruppo, Daniele Macorig. «Sono critiche prive di fondamento - ha replicato il sindaco Iacumin - Abbiamo applicato il tributo Tasi per fare investimenti mantenendo i servizi attuali e abbiamo 4-5 opere che stanno per partire».
Davide Vicedomini

lunedì 13 luglio 2015

Manzano, Macorig a Iacumin: quale futuro per legno arredo?

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Manzano, Macorig a Iacumin:
quale futuro per legno arredo?

Manzano, 10 Luglio 2015
  «A oggi non sappiamo quale sarà la funzione dell’Asdi e quali saranno le risorse a disposizione. Si rischia così di svilire un’intera storia, quella del legno arredo e del suo territorio». A lanciare l’allarme è il gruppo di “Ricostruiamo Manzano” (Macorig Daniele, Beltramini Daniela e Genova Rosario) che sulla questione ha posto un’interrogazione all’ordine del giorno del consiglio comunale, in programma questa sera. «Il Consiglio regionale recentemente - fa notare il capogruppo Daniele Macorig - ha riconosciuto il distretto della sedia quale “animatore del cluster regionale sistema casa”, senza però prevedere competenze e risorse economiche certe. Inoltre, la stessa filiera sovraterritoriale non riconosce la specificità del comparto legno arredo. Il grosso rischio così è quello di perdere la peculiarità di un intero territorio». «A oggi - continua il capogruppo di “Ricostruiamo Manzano” (Macorig Daniele, Beltramini Daniela e Genova Rosario) - non sappiamo quale sarà la funzione dell’Asdi, che, nel frattempo, nel bando regionale sul finanziamento alla filiera produttiva “Sistema Casa” è stata esclusa dal punteggio finale non avendo ancora i requisiti di soggetto privato. Chiediamo, quindi, alla giunta - conclude Macorig - se è stata una scelta politica errata uscire dalla compagine societaria, senza aver intrapreso iniziative nei confronti della Regione. La sensazione è che si sia svenduto un pezzo di storia e del territorio». L’intervento di riqualificazione urbana del “Borgo del Pozzo” per il quale si prevede il recupero di una parte significativa di piazza della Repubblica e la programmazione eventi culturali Estate 2015 sono le altre due interrogazioni poste alla giunta Iacumin dal gruppo “Ricostruiamo Manzano”. Al centro del dibattito del consiglio comunale ci sarà anche l’approvazione del rendiconto della gestione 2014. 
Davide Vicedomini 

Genova: sui capannoni dimessi nessuna risposta dalla Regione

Rassegna Stampa - Luglio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Genova: sui capannoni dimessi nessuna risposta dalla Regione

Manzano, 4 Luglio 2015
  «A oggi non abbiamo risposte dalla Regione sui capannoni dismessi»: così Rosario Genova, consigliere di Ricostruiamo Manzano, bacchetta l’assessore alla pianificazione territoriale del Fvg, Mariagrazia Santoro, all’indomani della presentazione all’Anci del disegno di legge in tema di varianti urbanistiche di livello comunale e contenimento del consumo del suolo. «L’assessore Santoro – spiega Genova, che è anche componente del consiglio direttivo dell’Anci regionale e ha partecipato all’incontro – non si è espressa in maniera concreta sulla domanda che le è stata posta sui capannoni dismessi e non in uso. Abbiamo chiesto se in questa legge vi sono i vantaggi per i proprietari di capannoni e la risposta è stata “Purtroppo nulla”. Se nella norma non c’è nulla che riguardi la riconversione o il riuso di tali immobili, allora è inutile prevedere una variante». Per il consigliere di Ricostruiamo Manzano, la situazione nella capitale della sedia ha assunto aspetti gravi: «I proprietari non riescono a pagare più le tasse e tanto meno a riconvertire gli edifici produttivi ormai in disuso. Ma il problema riguarda anche altri distretti dove lo stato di abbandono è evidente. In buona sostanza, la Regione non sta pensando a tutti questi opifici sparsi sul territorio e tanto meno ai problemi dei proprietari». Il consigliere d’opposizione lancia quindi un appello alle amministrazioni: «Spero vivamente che i Comuni facciano una mappatura e segnalino tutti gli opifici dimessi alla Regione per porre in evidenza il problema e che si avvii un processo concreto affinché le tasse rimangano qui. Solo così si potrà avere una rivalutazione del territorio». Davide Vicedomini





martedì 30 giugno 2015

«L’acqua è inquinata dal mercurio» Anziani raggirati e derubati in casa

Rassegna Stampa - Giugno 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«L’acqua è inquinata dal mercurio» Anziani raggirati e derubati in casa

 Due episodi a distanza di pochi giorni ad Ajello e a Manzano. Spariti seimila euro tra contanti e gioielli I carabinieri: meglio diffidare, non fare entrare sconosciuti, non tenere soldi in casa e chiamare il 112

Manzano, 30 Giugno 2015
  «L’acqua è inquinata dal mercurio»: con questa scusa ancora anziani raggirati e derubati in casa in Friuli. Un uomo di 86 anni di Ajello ieri si è visto portar via mille euro dopo aver aperto la porta a un falso addetto agli impianti idrici. Dopo i finti carabinieri, i finti tecnici del gas, ora bussano alle porte i finti impiegati dell’acquedotto o farabutti che si presentano semplicemente come persone «che vogliono avvisare di un pericoloso inquinamento delle falde». Ne è rimasta vittima anche una 77enne di Manzano la settimana scorsa. La donna è stata “alleggerita” di 5mila euro. Sempre in questi giorni a Udine una signora è stata vittima del “raggiro del Rolex” che le è costato 3.900 euro. E a Pagnacco i carabinieri hanno arrestato un marocchino che, approfittandosi delle fiducia di una 71enne, le ha rubato 2.700 euro. E pensare che l’anziana conosceva lo straniero e da tempo lo aiutava regalando alla sua famiglia beni di prima necessità, come cibo e lenzuola.
Ad Ajello Ma torniamo al caso di ieri. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Palmanova, verso le 11 un uomo ha suonato il campanello di un pensionato e ha detto: «Dobbiamo effettuare analisi dell’acqua. Stacchi la corrente per cortesia e per motivi di sicurezza riunisca tutti i preziosi e li metta in una borsa sul tavolo, altrimenti potrebbero rovinarsi». E purtroppo il malcapitato così ha fatto.
A Manzano Il 23 giugno una manzanese si è vista piombare in casa una persona agitata che gridava: «Si è ribaltata un’autobotte che conteneva mercurio e forse l’autista è morto, devo chiedere aiuto, intanto lei metta in salvo soldi e gioielli in frigorifero affinchè il metallo pesante non li rovini per sempre. Guardi, l’acqua è già sporca». Mentre dicono così spesso i malviventi aprono un rubinetto e versano una polverina colorante, per rendere tutto più credibile. L’anziana ha tirato fuori i suoi averi - 5mila euro, tra contanti e preziosi -che poco dopo sono spariti.
I consigli dell’Arma«Durante gli incontri con la popolazione parliamo sempre di questo tipo di truffe che purtroppo si ripetono - spiega il capitano Maurizio Maiani - e invitiamo le persone a non far entrare sconosciuti. In caso di visite inattese è meglio chiamare il 112, ricordando che i carabinieri non si presentano in borghese per effettuare, per esempio, un controllo sulle armi. Inoltre, sarebbe bene non tenere contanti in casa e fotografare i gioielli, in modo da agevolare un eventuale recupero. In sostanza, è sempre meglio diffidare e controllare».

domenica 14 giugno 2015

«I lavori al Polisportivo dovevano iniziare ora»

Rassegna Stampa - Giugno 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«I lavori al Polisportivo dovevano iniziare ora»
 Alessio (Progetto) critica l’agenda degli interventi della giunta Iacumin: si poteva fare meglio

Manzano, 11 Giugno 2015
 L’accelerazione nelle opere pubbliche manifestata dall’amministrazione comunale trova pronta la replica dell’opposizione consiliare, fino a un anno fa al governo. «Mi rincresce intervenire su argomenti che, da parte mia e del gruppo consiliare Progetto Manzano, erano dati per scontati, ma quando le notizie e le informazioni rese pubbliche si dimostrano distorte, fuorvianti e inesatte, a questo punto servono precisazioni e sottolineature»: questo l’affondo di Lorenzo Alessio, capogruppo di Progetto Manzano, in riferimeto all’avvio delle opere pubbliche annunciato da parte della maggioranza che sostiene il sindaco Mauro Iacumin. «Le opere che l'amministrazione intende iniziare entro l’anno – sottolinea Alessio – avevano le carte in regola per essere cominciate già nei primi mesi del 2015. Escludendo i lavori di adeguamento dell’aula magna, che hanno richiesto una ulteriore integrazione di 145 mila euro rispetto al progetto originario, e la sistemazione di via dell’Albero, che interferiva con l’ormai famoso rispetto del patto di stabilità, tutte le altre opere menzionate dall’assessore Angelica Citossi potevano benissimo essere in avanzata fase di esecuzione, con cantieri già aperti». Per esempio, «i lavori previsti al Polisportivo comunale di via Olivo, per complessivi 750 mila euro, dovevano iniziare ora, a chiusura del campionato calcistico. Invece scatteranno forse a settembre, in concomitanza con l’avvio della stagione calcistica, con inevitabili conflitti tra aree di cantiere e aree da destinare ai fruitori del complesso sportivo». «Gli importi – incalza ancora Alessio – si potevano spendere subito, in quanto non vincolati dal patto di stabilità, così come non sono vincolati i 90 mila euro di contributo provinciale per la realizzazione dell’innesto di via Giotto, a San Lorenzo, con la nuova viabilità provinciale, di cui non si trova menzione nell’elenco reso pubblico». «Il pensiero del gruppo consiliare di Progetto Manzano – conclude Alessio – è che anche nell’ambito dei lavori pubblici, così come avvenuto in sede di valutazione del bilancio comunale, chi sta amministrando il nostro Comune poteva fare meglio». (s.r.)

domenica 7 giugno 2015

Uti Natisone: la minoranza spinge per il referendum

Rassegna Stampa - Giugno 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
Uti Natisone: la minoranza spinge
per il referendum

Manzano, 6 Giugno 2015
  Proseguono gli incontri dei capogruppo di opposizione dei Comuni di Manzano e San Giovanni che, anche in risposta alla recente decisione della Regione di non accogliere la richiesta del Comune di Pavia di Udine di aderire all’Uti Natisone, si sono fatti promotori di un referendum per la fusione per evitare che con la riforma degli enti locali il manzanese venga relegato a “quartiere” di Cividale del Friuli. «Per avviare il percorso per raggiungere la fusione – spiega Daniele Macorig, capogruppo di Ricostruiamo Manzano – è necessaria la costituzione del comitato dei promotori». La legge prevede che sia formato da 50 persone per ciascuno dei due comuni che dovranno sottoscrivere tale proposta che a sua volta verrà depositata in Regione. Una volta verificati i dati verrà dato il via libera per la raccolta delle firme dei sottoscrittori che dovranno essere almeno il 15% degli aventi diritto al voto per ciascun comune. Infine la richiesta con tutte le firme verrà inviata dal consiglio regionale verrà inviata ai consigli comunali per l’approvazione della richiesta di fusione a fronte delle petizione popolare. «Gli elementi che spingono il comitato a tale iniziativa sono in primis il taglio dei costi di gestione ma anche una riformulazione organizzativo-burocratica dell’ente.
A questo si aggiunge un aumento – sottolinea Cesare Mangoni per Movimento Libero San Giovanni al Natisone – dei trasferimenti di risorse economiche da parte della regione e soprattutto la deroga per 5 anni al patti di stabilità vero freno amministrativo agli investimenti». «Un’operazione che vuol far partecipare i cittadini che consapevolmente possono scegliere e decidere del proprio futuro – precisa Lorenzio Alessio di Progetto Manzano a cui fa eco Giusto Maurig (Progetto Comune) – che evidenzia come l’interesse della gente c’è “i cittadini vogliono sapere e poter dire la loro”». (s.r.)

domenica 31 maggio 2015

«Le insegne dei cinesi? Mai stato contattato»

Rassegna Stampa - Maggio 2015

cav. Rosario Genova

Consigliere Comunale
«Le insegne dei cinesi? Mai stato contattato»
 Il vicesindaco Zamò replica alla presidente dell’Acm. «Comunque se ne può parlare» 

Manzano, 31 Maggio 2015
«Il Comune e in particolare l’assessore al commercio non sono mai stati contattati dall’Associazione commercianti in relazione alle insegne del centro commerciale cinese»: così Lucio Zamò, vicesindaco e assessore competente, replica alle lamentele della presidente dell’Acm sulla scritta che ancora campeggia sui capannoni ex Sibiu che per un periodo fino al 2012 ospitavano un centro commerciale all’ingrosso gestito da cinesi. Poi, a fronte dell’apposizione dei sigilli per irregolarità anche sui dispositivi antincendio, non imputabili agli affittuari asiatici, ma alla proprietà, i commercianti hanno deciso di trasferirsi a Pradamano, dove pure esisteva un centro simile. La lamentela nasceva dal fatto che dalla chiusura l’insegna sui capannoni che affacciano sulla strada regionale 56 non era stata né rimossa né coperta «dando tra le altre cose una immagine sbagliata della capitale della sedia, troppe volta indicata come nuovo punto di sviluppo dei lavoratori cinesi». «Naturalmente condividiamo le preoccupazioni relative al degrado e alla qualificazione del nostro territorio anche sul piano commerciale. È a tutti nota la disponibilità del sindaco e mia – sottolinea Zamò – di prendersi carico di persona di ogni esigenza comunicata dai cittadini, così come la nostra disponibilità a incontrare – anche fuori dalle sedi istituzionali – realtà associative o singoli soggetti che desiderino sottoporre problemi di interesse collettivo. Il tema della tutela e dello sviluppo del commercio di Manzano sta a cuore a questa amministrazione e a me personalmente. Sono convinto che sia necessario mettere in campo nuove idee e nuovi progetti. Questo può essere fatto se tutti – amministrazione, associazioni e singoli commercianti – faranno la loro parte dialogando nelle sedi deputate, non certo a distanza a mezzo stampa».