venerdì 28 settembre 2012

Sedia, crisi e concorrenza meglio traslocare a Dubai



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
Sedia, crisi e concorrenza meglio traslocare a Dubai 

È la scelta che ha fatto il manzanese Turchetti, storico tappezziere del Distretto L’imprenditore da laggiù: qui c’è molto lavoro e apprezzano le nostre capacità

 Manzano, 22 settembre 2012

La crisi nel settore della sedia e dell’arredo, la concorrenza derivante dalla globalizzazione e, non da ultima, la presenza di nuovi e improvvisati tappezzieri, sono le motivazioni che hanno indotto l’imprenditore manzanese Dante Turchetti, 49 anni, titolare della ditta Lare, con sede in via Maroncelli 12, specializzata nella lavorazione e taglio delle resine espanse, nonché storica tappezzeria per sedie e poltronem a trasferire in toto la sua attività negli Emirati Arabi Uniti, precisamente a Dubai. 

«Nel Distretto della sedia - ci spiega l’imprenditore Turchetti, raggiunto telefonicamente nel paese arabo dove si è insediato appena da qualche giorno - ormai non c’erano più prospettive di lavoro, il mercato offriva pochissimo e la concorrenza nel settore tappezziero è tanta senza contare la presenza di un commercio di sedie marchiate “made in Italy”, ma che di fatto sono realizzate quasi totalmente fuori dal territorio nazionale. 

Da ciò la decisione, un po’ sofferta, di trasferirmi all’estero». Ma perché Dubai? 

«In questa città - spiega Dante Turchetti - vive e lavora una mia ex compagna di scuola che fa da tramite con altre aziende italiane; inoltre, ci sono già alcuni imprenditori friulani che hanno iniziato a collaborare con le aziende locali e con i ricchi petrolieri. 

Per la tappezzeria di Manzano ormai c’erano pochi ordini e anche la nuova linea per la produzione di materassi iniziava ad avere flessione, per cui accettai il suo invito a trasferire là l’attività, ma soprattutto la professionalità acquisita nel settore della tappezzeria». 

«Ho subito potuto constatare - sottolinea l’imprenditore - che a Dubai c’è molto da fare e quindi non rimane molto tempo per lamentarsi come succede da noi. 

Sono all’inizio, ma già questa avventura mi sta dando soddisfazioni: la prima, che non siamo secondi a nessuno per quanto riguarda il modo e la grinta che mettiamo nelle cose che ci appassionano come il lavoro. 

Il vero peccato è che si regalano anni di esperienza senza che nessuno se ne renda conto. 

Attualmente l’azienda non ha dipendenti, salvo l’aiuto sporadico di qualche manovale indiano, ma presto mi dovrò dotare di personale perché le prospettive di lavoro sono molto buone. 

Infatti, gli alberghi molto lussuosi cambiano arredi con molta frequenza e il loro sfarzo richiede fantasie e prodotti innovativi, cosa che noi sappiamo far bene». 

Giorgio Mainardis ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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“Viva lo sport”: domani al via la prima edizione




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
“Viva lo sport”: domani al via la prima edizione

Manzano, 22 settembre 2012
L’amministrazione civica di Manzano, la parrocchia, la Pro Loco e le associazioni sportive presentano, domani, la 1ª edizione di “Viva lo sport”. 

La giornata di festa e incontro, voluta dal Comune per inaugurare l’anno sportivo, si apre alle 11 con la messa nella chiesa del capoluogo; alle 12.30 pranzo in oratorio, alle 13.30 la testimonianza di uno sportivo, l’olimpionico di salto in alto Alessandro Talotti.

Seguiranno giochi e staffetta degli sport. 

Alle 15 tutti a casa e per chi vuole restare partita su maxi-schermo Udinese-Milan. «Il senso della giornata - spiega don Daniele Antonello - è quello di proporre un momento di riflessione per richiamare i valori educativi e la sensibilità cristiana da trasmettere alle nuove generazioni, anche grazie all’esempio dello sportivo testimonial dell’evento». 

«Un esempio anche di vita - conferma l’assessore allo Sport - perché lo sport è un modo sano di educare e far crescere i nostri ragazzi». 

Partecipano Asd Karate Manzano, Centro della sedia Basket, Asd Manzanese Calcio, Sci Club 3 Comuni, Magico Basket Club, Play Gym, Ginnastica Artistica, Pedale Manzanese, Sciare Snow Team, Roller Skate Manzano, Us Calcetto Manzano, Asd Yoseikan Budo Manzano. (r.t.)
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sabato 22 settembre 2012

La piscina rimane chiusa e i manzanesi protestano




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

La piscina rimane chiusa e i manzanesi protestano

Dalle 80 mila presenze dell’anno scorso al mancato rinnovo della gestione Molti hanno deciso di andare a Cividale. Zamò: giunta Driutti superficiale

Manzano, 21 settembre 2012


Protestano i nuotatori del Manzanese, da mesi orfani dalla piscina comunale. Uno dei servizi fiore all’occhiello dell’amministrazione è sospeso: l’appalto per la gestione, finora affidato alla società Kuma, è scaduto a dicembre e prorogato a giugno, dopodiché è stata indetta una gara. Unico partecipante lo stesso ex gestore, che però a oggi non ha avuto comunicazioni formali. E i manzanesi mugugnano, tanti hanno scelto di spostarsi a Cividale.
«Tutto giace negli armadi dell’ufficio tecnico e ancora per diverse settimane non si parla di apertura - conferma il consigliere di minoranza Lucio Zamò –; i cittadini che vorrebbero usufruire del servizio restano privi di risposte da parte dell’amministrazione, che non sa ancora dire se e quando la piscina potrà riaprire». Si sta dunque perdendo tempo prezioso: lo scorso anno di questi tempi le attività erano tutte avviate e seguite con entusiasmo, a gennaio per quelle più richieste si era reso necessario aprire nuovi turni e addirittura predisporre liste di attesa.
Nel 2011 le presenze singole erano state 80 mila. «Non conosciamo i tempi tecnici per l’affidamento – spiega l’unico partecipante alla gara, Federico Gross –. Intanto non abbiamo potuto raccogliere iscrizioni, la segreteria ha preso nota degli interessati. Immaginiamo che l’utenza sia scontenta, noi possiamo solo dire che confidiamo, se risultassimo confermati nella gestione, che quanto prima l’attività ripartirà». E sulla risposta positiva dei manzanesi non pare esserci dubbio: «Siamo stati contattati da parecchi cittadini – ribadisce Zamò – che si lamentano del persistere della chiusura della piscina, la giunta Driutti si muove in modo superficiale trascurando di tenere efficienti i servizi».
di Rosalba Tello ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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venerdì 21 settembre 2012

Convocazione Consiglio Comunale


Il Consiglio Comunale è convocato, in sessione Straordinaria di Prima convocazione in seduta Pubblica, per Mercoledì 26-09-2012 alle ore 19:00,
 presso la sala consiliare, sita in Palazzo Torriani, via Natisone n. 34.

Rogo, oltre 100 mila euro di danni alla Sedie Friuli




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Rogo, oltre 100 mila euro
di danni alla Sedie Friuli

Manzano, sarebbe stata una stufetta dimenticata accesa a originare le fiamme. Il sindaco Driutti: «Duro colpo in un momento di crisi, aiuteremo la storica ditta»

Manzano, 20 settembre 2012


Sarebbe stata una banale stufetta, lasciata incautamente attiva, ad aver provocato l’incendio di vaste proporzioni che martedì sera, a Manzano, ha distrutto la copertura del capannone della Sedie Friuli Srl, causando danni molto ingenti: almeno 100 mila euro, secondo le prime stime.
Il piccolo impianto di riscaldamento, utilizzato per asciugare le vernici fresche delle sedie, era stato infatti fatalmente dimenticato acceso: la colla o la vernice stessa delle sedute hanno preso fuoco e le fiamme si sono propagate velocemente, coinvolgendo altre lastre di vernici fino a interessare tutto il tetto, crollato a causa delle elevate temperature.

All’interno, i fusti delle sedie grezze in legno hanno contribuito ad alimentare il fuoco. A dare l’allarme un dipendente, Luca Fornasarig, in quel momento occupato nell’ufficio all’interno del capannone. Le fiamme altissime hanno attirato in via San Giovanni centinaia di curiosi, molti dei quali si sono congratulati con i Vigili del fuoco per il tempestivo intervento: nonostante le dimensioni, infatti, l’incendio è stato domato in poche ore, anche se le operazioni di spegnimento sono poi continuate tutta la notte. Il tetto dell’edificio risale agli anni 50 e a causa della sua vetustà le arcate non hanno retto; per fortuna, l’incendio è rimasto circoscritto a una parte del capannone, dichiarato in ogni caso interamente inagibile e posto sotto sequestro. La parte impiantistica è compromessa e il quadro elettrico danneggiato.

Dopo le ore convulse della notte, ieri mattina un ulteriore sopralluogo ha accertato nuovi problemi, come riferisce anche il portavoce dei Vigili del fuoco, Valmore Venturini, legati allo smaltimento delle lastre di copertura contenenti fibre in eternit. Sono state perciò attivate le procedure per la rimozione di tale materiale e delle parti pericolanti. «I danni strutturali sono consistenti - afferma ancora Venturini -, è prematuro fare una stima, ma si parla di cifre superiori ai 100 mila euro, compreso il valore della merce bruciata, che stiamo ancora valutando». Le indagini sulle cause dell’incendio sono in corso, anche se il capitano Alfio Gullotta, comandante dei carabinieri di Palmanova, parla fin d’ora di origine colposa, legata appunto alla stufetta dimenticata accesa.

«Tutti i sistemi antincendio hanno funzionato - precisa Fabrizio Mansutti, amministratore delegato di Friuli Sedie e socio dell’Immobiliare Sedie Friuli, proprietaria dei capannoni in cui si lavorano sedute col marchio Fornasarig – e fortunatamente ciò ha contribuito, assieme ai cupolini evacuazione fumo e alle porte tagliafuoco, a circoscrivere l’incendio». I due container che avrebbero dovuto accogliere il carico di sedie, con partenza prevista ieri mattina, sono rimasti fermi e vuoti. «Appena ci danno l’autorizzazione per accedere ai capannoni - annuncia l’ad - ripartiamo con l’attività». «Dispiace in una fase economica delicata come questa – aggiunge il sindaco Lidia Driutti, presente già martedì sera – che un’azienda storica debba affrontare queste emergenze. Cercheremo di aiutare i giovani titolari per quanto ci è possibile, augurando loro di riprendersi presto».

di Rosalba Tello ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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giovedì 20 settembre 2012

Sedie Friuli devastata da un incendio




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Sedie Friuli devastata
da un incendio

Manzano, le fiamme sono divampate verso le 21 sul tetto dell’azienda di Case. Super lavoro per i pompieri, danni ingenti
Manzano, 19 settembre 2012
Un incendio di vaste dimensioni ha interessato ieri sera il magazzino dell’azienda SedieFriuli Fornasarig Srl, in via San Giovanni, a Manzano. Dal tetto del capannone si sono sprigionate fiamme alte oltre cinque metri. Immediato l’intervento dei Vigili del fuoco, giunti solo pochi minuti dopo, verso le 21, da Cividale e Udine con tre mezzi e un “chilolitro”, una grossa cisterna dalla capacità di 25 mila litri di acqua. Molti i danni.

Gli oltre 20 uomini si sono riforniti anche da una pompa di fronte all’edificio in fiamme, domando l’incendio dopo un lungo lavoro. Sul posto i Carabinieri di Manzano e di San Giovanni al Natisone, il proprietario dell’azienda, Giovanni Fornasarig, con i familiari, il sindaco Lidia Driutti, i tecnici dell’Enel, che hanno ovviamente staccato la corrente per questioni di sicurezza, e la Protezione civile, impegnata nella gestione della viabilità con cinque volontari che hanno coadiuvato le forze dell’ordine nella chiusura della Provinciale.

Attimi di paura per il crollo improvviso del tetto bruciato - circa 1.500 metri quadrati su un’area totale di 20 mila dei vari capannoni - e molti curiosi hanno abbandonato il luogo solo una volta spente le fiamme. Preoccupazione anche per una vicina, che all’esterno dell’abitazione possiede un bombolone del Gpl, ma l’incendio per fortuna è stato circoscritto, evitando che si propagasse verso gli altri capannoni limitrofi. Il tetto è quasi tutto collassato per le alte temperature.

Fuori l’edificio distrutto due container pronti per essere caricati di sedie, in partenza stamattina. Sulle cause sono in corso accertamenti. 

di Rosalba Tello

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sabato 15 settembre 2012

OMAGGIO A CATERINA PERCOTO

www.caterinapercoto.it


Appuntamenti
Sabato 22 settembre ore 17.30
OMAGGIO A CATERINA PERCOTO, UNA POETESSA "QUI E OLTRE"
c/o Casa Furlan - Rosazzo di Manzano (UD), Via Abate Colonna, 2

 Domenica 23 settembre ore 17.30
OMAGGIO A CATERINA PERCOTO, UNA POETESSA "QUI E OLTRE"
c/o Casa Furlan - Rosazzo di Manzano (UD), Via Abate Colonna, 2

Venerdì 28 settembre ore 17.30
 "L'ANNO DELLA FAME"
(liberamente tratto da un romanzo di Caterina Percoto)
c/o Casa Natale diCaterina Percoto - S. Lorenzo di Manzano (UD), Via Conte di Brazzà, 5

giovedì 13 settembre 2012

Droga, arrestato un operaio di 27 anni



cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

Droga, arrestato un operaio di 27 anni

Operazione dei carabinieri a Manzano.
In casa del giovane, a San Giovanni, trovate piante di cannabis


Manzano, 12 settembre 2012

Stava preparandosi, assieme alla sua ragazza e a tre amici, uno spinello da fumare assieme, appartato dietro al palco allestito in piazza Chiodi in occasione della Festa della sedia, poco dopo l'esibizione di Enrico Ruggeri. 

La cosa non è sfuggita ai carabinieri di Manzano, che nell’ambito dei servizi disposti per assicurare il tranquillo svolgimento della manifestazione,verso le 2 di notte di domenica lo hanno trovato in possesso di 0,3 grammi di sostanza stupefacente, verosimilmente marijuana.

 Il cividalese P.B., 27 anni, operaio, residente a San Giovanni al Natisone, non noto alle forze dell'ordine, serbava però ben altre sorprese: nella successiva perquisizione domiciliare, i Cc hanno trovato una serra speciale nel garage della sua abitazione, in cui il giovane coltivava 6 piantine di cannabis, alte da 5 a 2 cm, poste sotto una lampada alogena. 

I militari dell’Arma hanno poi rinvenuto 5 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, 5,1 e 4,1 grammi di polvere di marijuana contenuta in due ovetti di plastica, buste di cellophane sigillate contenente ognuna 30, 26, 19, 5 e 3 semi di cannabis, 3,5 grammi di sostanza stupefacente tipo hashish confezionato in cellophane, 13 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana, un grinder per la tritatura della marijuana, due bilance di precisione. 

Il giovane è stato arrestato per produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e associato alla casa circondariale Udine; stupefacente e attrezzatura sono stati posti sotto sequestro. 

Uno dei 5 giovani a cui P.B. si accompagnava la sera del concerto è di Manzano.

Rosalba Tello
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«Caos rifiuti, cittadini incolpevoli»




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

«Caos rifiuti, cittadini incolpevoli»

Il consigliere di minoranza Zamò attacca l’amministrazione Driutti


 Manzano, 12 settembre 2012

«L’amministrazione Driutti considera i manzanesi sudditi indisciplinati e poco motivati. Così, un po’ confusamente, cerca colpevoli e vaghe soluzioni». 

Il consigliere di minoranza Zamò interviene nel dibattito rifiuti. 

Da quando è partita la raccolta differenziata, si è creata confusione sulle modalità di conferimento dell’immondizia. 

Il vicesindaco Genova, invitando i cittadini a riportare eventuali azioni incivili e a fotografare targhe, ha promesso sanzioni, alludendo anche a un «turismo dei rifiuti» proveniente dai paesi limitrofi. 

Un consiglio che a Zamò non è affatto piaciuto: «Anziché chiedere ai manzanesi di diventare delatori e a esibire foto, col rischio di trovarsi una denuncia per violazione della privacy, un buon amministratore dovrebbe aiutare i cittadini a diventare sempre più civili. 

Come intervenire? Attraverso l’informazione civica dei ragazzi di elementari e medie. 

Saranno loro, i ragazzi, che in modo naturale stimoleranno i genitori a un comportamento più attento. 

Un sistema già collaudato altrove con ottimi risultati». 
Zamò non colpevolizza i cittadini, che sono invece «in evidente difficoltà a posizionare i rifiuti al giusto posto perché a fronte di una richiesta di saggia frugalità e attenzione al risparmio, scoprono quotidianamente che ogni loro acquisto ha più imballo che prodotto e che su nessun imballo sta scritto dove va smaltito». 

Per Zamò si potrebbero riportare sui cassonetti icone esplicative più esaurienti, o posizionare un cartellone con l’indicazione grafica indicante i vari tipi di rifiuto da differenziare, «tutte cose peraltro di poco costo e sicuramente efficaci». (r.t.)
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La sedia sfida il declino e punta ai nuovi mercati




cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano

 La sedia sfida il declino
e punta ai nuovi mercati

Il Manzanese. Dal boom e dalla ricchezza degli anni 70 alla delocalizzazione e al tramonto. Il presidente dell’Asdi: chi aveva puntato sulla qualità è riuscito a resistere


Manzano, 11 settembre 2012

Implacabile come un castigo draconiano, la crisi si è abbattuta sul Distretto della sedia più che altrove. Lo ha sfregiato, lasciando profonde cicatrici. Ha eroso ricchezza e imprenditorialità. Ha disintegrato illusioni. Ha posto la parola fine all’economia “fai da te”. Ma non ha ucciso una realtà che sta dando importanti segnali di ripresa. Di certo, ha scremato le aziende, lasciando indenni quelle che hanno sempre scommesso sul nuovo e che hanno capito quello che stava accadendo.
I segnali non visti. Sì, c’erano, nel Manzanese, anche un’eccessiva spensieratezza, una certa ostilità al cambiamento e una sorta di cecità di fronte all’incipiente tsunami economico mondiale che avrebbe tramortito in pochi anni l’America friulana con una serie ininterrotta di colpi mortiferi. Detto con le parole del presidente dell’Asdi, Giusto Maurig: «L’errore di tanti, di troppi è stato probabilmente quello di non avere compreso per tempo le accelerazioni del mercato e le sue imprevedibili evoluzioni».Di essersi cullati su una ricchezza che pareva immortale e invincibile.
Il distretto scopre la crisi. Il Distretto ha improvvisamente scoperto la parola crisi: la concorrenza del Nord Europa, il tonfo dell’export, l’irruzione dei Paesi dell’Est sempre più competitivi e sempre meno disposti a vedersi acquistare boschi e a delegare la lavorazione del legno. L’irruzione della Cina. Il Manzanese comincia a tremare. E le aziende che hanno puntato soltanto sulla quantità e la produttività prima patiscono, arrancano, boccheggiano, poi, inevitabilmente gettano la spugna. Fine di un sogno. Il mondo è cambiato e la sedia, perlomeno quella “normale”, non è e non sarà più un retaggio principalmente friulano.
Il dramma delle insolvenze. La crisi spazza aziende, sgretola imprese, distrugge imprenditori. Oggi, nel territorio dell’Asdi i capannoni chiusi sono decine e decine. Gli occupati dai 15 mila del boom degli anni Settanta sono circa 6 mila; delle 1.100 aziende quelle davvero operative sono circa 700 perché molte, che pure figurano iscritte alla Cciaa, o stanno chiudendo i battenti oppure si trovano in liquidazione; la banche non sono più le “amiche” degli imprenditori, ma lo spauracchio per quelli che hanno bisogno di crediti, di anticipi o di mutui. Il problema delle insolvenze è un macigno. «Sì, è proprio così – dichiara un bancario che chiede l’anonimato –, ma purtroppo le regole sono queste e noi siamo costretti a farle rispettare proprio a chi per anni ci ha fatti ricchi».
La corsa a ostacoli. «Chi ha voluto rimanere sul mercato – sono ancora le parole del presidente dell’Asdi, Maurig – ha impegnato tutto quello che possedeva. Conosco decine e decine di imprenditori che hanno ottenuto crediti impegnando tutti i beni personali. E questo significa che ci credono, che hanno fame di futuro, che sono convinti che il peggio sia ormai alle spalle. Ma il vero problema non è la competitività delle nostre aziende, ma il sistema Italia nel suo complesso. Non possiamo, soprattutto in tempi di grave crisi come l’attuale, mortificare l’imprenditoria, ponendo ostacoli su ostacoli che vanno dai costi dell’energia, alle pastoie burocratiche alle difficoltà di accesso al credito ai costi dei carburanti».
Puntare sui prodotti di nicchia. Parole sacrosante, verrebbe da dire. Ma è anche vero che la crisi ha fatto più male a chi non l’ha saputa prevenire o affrontarla nei termini giusti. Chi non si è innovato. Dice ancora il presidente dell’Asdi: «Il mondo è cambiato; noi siamo cambiati. Oggi qui non parliamo più di sedia, ma di legno e della sua filiera che va dal tronco, all’essiccazione, alla segheria e giù, giù fino al prodotto finito. Non dobbiamo fermarci alla sedia, ma puntare a prodotti di nicchia. E questo significa imboccare la strada della qualità, l’unica via che ci mette al riparo da ulteriori rischi di recessione». E qualità è diventata per l’Asdi la parola d’ordine, il verbo, l’imperativo categorico per uscire da un tunnel che ancora non fa intravedere la piena luce («la moria di altre aziende – dichiara un po’ sconsolato Maurig – è inevitabile perché la crisi ha creato una scrematura e soltanto i migliori sono rimasti sul mercato»).
L’Asdi e la qualità. L’Asdi, nella cui mission ci sono – tra gli altri obiettivi – l’aumento della capacità di innovazione e di aggregazione delle imprese, l’aggregazione delle medesime e la promozione della cultura del Distretto – nell’ottica di uno sviluppo complessivo del Distretto attraverso la valorizzazione delle realtà produttive della filiera, ha voluto il progetto “Filiera Iso 9001”. L’obiettivo dell’iniziativa è di accompagnare le imprese del Distretto appartenenti alla filiera della sedia attraverso un percorso formativo e migliorativo che porta alla certificazione Iso 9001 dell’Asdi Sedia e delle aziende che aderiscono al progetto. Eccola la più importante sfida per “stare” sui nuovi mercati. La ricetta in più per non farsi spaventare da delocalizzazione, innovazione, competitività. E proprio la delocalizzazione per il Distretto è un dèjà vu.
La delocalizzazione. Nel 1878 da Mariano del Friuli, al tempo ancora austriaco, erano giunti nel Manzanese i fratelli Zaneto e Toni Fornasarig, che, per continuare a vendere e aggirare il dazio di confine, avevano aperto la prima fabbrica di sedie ad Oleis, spalancando il magico portone su una realtà che negli anni ’70-’80 aveva fatto dell’iniziale Triangolo della sedia (San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di Rosazzo) una delle zone più ricche e laboriose d’Italia se non dell’Europa.
Gli anni del boom. Altri tempi quando il Manzanese – che diventa prima Distretto industriale della sedia e poi Agenzia per lo sviluppo del Distretto industriale (Asdi) – pareva il paese di Bengodi dove sfrecciavano Ferrari e Porsche e l’alacrità delle persone gonfiava i depositi bancari. Eccoli, gli anni del boom della sedia e della sua filiera: dal bosco, al tronco, alla fabbrica, al prodotto finito. Anni d’oro con oltre 15 mila occupati in un’area, quell’Asdi, che annovera 11 Comuni su 223 chilometri quadrati e circa 37 mila residenti. La sedia era vita: c’erano lavoro, occupazione, sacrifici, quotidianità. Soldi. C’erano circa 1.100 aziende. E il benessere era capillare.
di Domenico Pecile
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domenica 2 settembre 2012

Rifiuti, arrivano le sanzioni


cav. Rosario Genova

Vice Sindaco - Comune di Manzano
  L’assessore Genova: i cittadini segnalino gli episodi di inciviltà


Manzano, 1 settembre 2012 

Chi butta i rifiuti fuori dai cassonetti sarà sanzionato.
Lo assicura l’assessore alla Polizia Locale Rosario Genova, annunciando che i controlli saranno rafforzati e i "maleducati" non avranno più scampo, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini stessi. 

«Chiediamo lo sforzo di comunicare numeri di targa, ora, data e indirizzo alla Polizia locale gli episodi di civiltà, documentando anche con foto. Questa collaborazione accompagnerà il grande lavoro che si sta facendo nelle operazioni di controllo e sanzione. Ringrazio il comandante Salvatori e tutto il personale della Stazione Carabinieri di Manzano per le loro segnalazioni. Purtroppo - continua Genova - sono ancora tanti i cittadini che abbandonano rifiuti per strada a tutte le ore, violando la legge e le basilari norme del vivere civile». 

Genova allude più che altro ai cittadini di paesi limtrofi: «siamo circondati da Comuni in cui vige la raccolta porta a porta; non avendo quindi, come noi, i cassonetti, trovano più facile gettare i loro rifiuti nel nostro territorio. E sono questi, principalmente, quelli che dobbiamo sanzionare. Così facendo non rischiamo di dover pagare di più noi cittadini manzanesi». 

Chi abbandona rifiuti fuori dai cassonetti cagiona, inoltre, un grave danno di immagine a Manzano.
«Grazie all’encomiabile lavoro della polizia locale di Manzano - conclude Genova - riusciremo a individuare tempestivamente queste persone e a sanzionarle come meritano».
Rosalba Tello
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